Addetti di una falsa finanziaria e promoter di telefonia complici nella truffa. I dati e i riferimenti bancari forniti dai clienti dell'agenzia venivano utilizzati per attivare utenze a loro insaputa. Undici persone denunciate
Modena, 14 ottobre 2008 - Entravano nell'agenzia finanziaria per ottenere un prestito. Ma in realtà non vedevano un soldo. E in compenso, dopo qualche settimana , si vedevano arrivare bollette telefoniche per utenze di cui ignoravano l'esistenza. La falsa agenzia, infatti, avevano 'girato' i loro dati a promoter compiacenti, che aprivano i contratti. Le truffe sono state effettuate nel 2005, ma la polizia postale di Modena, che ha condotto le indagini, ha impiegato tempo per ricostruire il meccanismo con cui la finanziaria ingannava i suoi clienti.
Undici persone sono state denunciate. Tra loro c'è anche il presunto capo del'organizzazione, un uomo di 38 anni di origine napoletane, residente a Modena.
Ignari cittadini si erano rivolti alla finanziaria, che aveva gli uffici a Modena, per chiedere dei prestiti mai concessi. Gli addetti dell'agenzia, però, acquisivano ugualmente i dati anagrafici e i riferimenti bancari dei richiedenti e attivavano, a loro nome, contratti di telefonia cellulare.
Quando poi i malcapitati si vedevano arrivare a casa bollette telefoniche con chiamate mai effettuate, le linee venivano bloccate, ma intanto i promoter della compagnia telefonica (che era all'oscuro di tutto) avevano intascato la provvigione e venduto gli apparecchi.
Quattro addetti dell'agenzia finanziaria sono finiti sotto indagine per associazione a delinquere finalizzata alla truffa e al falso. Denunciati (e naturalmente licenziati) anche i sette promoter compiacenti, bolognesi, che con i dati forniti dalla finanziaria, avevano attivato i contratti telefonici a nome degli inconsapevoli clienti.
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