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BRACCIO DI FERRO

"Lutto per la scuola pubblica", in migliaia al corteo

C’è chi ha detto che una manifestazione così, a Modena, non si vedeva da decenni. Nuove proteste in vista: "Ci troveremo a studiare in piazza nel pomeriggio". E intanto una bara sfila insieme al serpentone di ragazzi

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Modena, 31 ottobre 2008 - C’è chi ha detto che una manifestazione così, a Modena, non si vedeva da decenni. Erano sicuramente qualche migliaio, diecimila per gli organizzatori, gli scioperanti (tra il 70 e l’80 % della popolazione scolastica secondo l’ex provveditorato) che ieri si sono uniti in un corteo lungo le vie del centro. Studenti delle superiori, universitari, bambini con i genitori, insegnanti e operai: tutti insieme per ribadire il loro ‘no’ alla riforma Gelmini. «E’ una legge — hanno gridato — che uccide la scuola».

Ed ecco spiegato il significato della bara che è stata issata alla testa del serpentone, il più vivace corteo ‘funebre’ che si ricordi. C’erano gli studenti, soprattutto delle superiori. Le facce erano le stesse delle proteste che hanno riempito la settimana, segno che ormai si può parlare di un movimento vero e proprio. Subito dietro c’erano i gruppi degli universitari, da Ingegneria a Fisica e i ragazzi del collettivo ‘LettereInMovimento’. Quindi, in fondo, i sindacati (la Fiom, con rappresentanze di operai della Ferrari e dell’Inalca) e i partiti politici. Che, a dirla tutta, si sono difesi anche davanti, perché l’ombra lunga dei loro simboli, sebbene non siano mai stati esposti, non si è certo fermata alle retrovie.

Il corteo, partito da largo Sant’Agostino, si è mosso lungo la via Emilia e ha raggiunto Piazza Grande dopo due ore di marcia. Nei pressi della ‘preda ringadora’, gli studenti hanno urlato le loro ragioni da un palchetto, rispolverando tutti i cavalli di battaglia dell’anti - gelminismo. «Noi la crisi non la paghiamo, ci vogliono far diventare una massa di ignoranti». E hanno proposto una serie di iniziative per non far spegnere la protesta «fino a quando la legge non sarà ritirata». Le più interessanti: studenti in Piazza Grande al pomeriggio, tutti per terra a studiare dopo la scuola, e fascette nere in segno di lutto al braccio nelle aule. Sembra dunque che le lezioni, la prossima settimana, siano destinate a ricominciare. Ieri, però, sei scuole della provincia (Sassuolo, Castelvetro, Mirandola e Carpi) sono rimaste chiuse: mancavano i numeri minimi per accogliere gli studenti. Anche se di questi tempi sembra che molti trovino più accogliente la piazza.

di DAVIDE MISERENDINO










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LA FOTO DEL GIORNO

Monumento ai vigili del fuoco

Vigili del fuoco
pronta scultura
in loro onore

E' alta cinque metri e trenta centimetri e pesa ben 30 quintali. Blocchi geometrici sovrapposti creano un volume piramidale scomposto e dissestato che rappresenta le difficoltà del lavoro. Sulla sommità il busto di Santa Barbara, patrona del Corpo

 

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