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NOTTE DRAMMATICA

Va a fuoco un palazzo a Venezia: studente in coma

Il giovane modenese, 19 anni, è iscritto ai corsi di lingue orientali: è ricoverato nel reparto di rianimazione dell'ospedale di Mestre. Salvo un amico di Carpi. Il padre: "E' caduto mentre cercava di scappare dalle fiamme"

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Il rogo di Venezia Modena, 10 novembre 2008. E' finita in tragedia una serata tra amici per due studenti modenesi iscritti all’università Ca’ Foscari di Venezia. Il condominio in cui stavano trascorrendo la nottata in compagnia è stato invaso dalle fiamme e a loro non è rimasto altro che gettarsi dalla finestra. Vincenzo Imperato, di 19 anni, è caduto dall’impalcatura da cui stava cercando di calarsi e ora si trova ricoverato nel reparto di rianimazione dell’ospedale di Mestre. Il coetaneo di Carpi, anche lui studente a Venezia, è invece riuscito a mettersi in salvo ma ora è choccato e in pena per l’amico.

Le fiamme sono divampate la notte tra venerdì e sabato, verso le 3 in una palazzina in centro a Venezia. Per fuggire gli studenti si sono calati passando dalla finestra e usando le strutture di una impalcatura: ma due sono caduti da un’altezza di circa cinque metri. Il più grave è appunto Vincenzo Imperato, mentre un suo collega di 25 anni, ferito in modo lieve, è ricoverato all’ospedale Santi Giovanni e Paolo, a Venezia. Gli altri studenti, tra cui il carpigiano, sono stati visitati a scopo precauzionale.

«Sono stato avvisato che mio figlio era in coma solo alle 11 di sabato mattina — spiega il padre di Vincenzo, Antonio Imperato — A chiamarmi è stato il padre di uno dei ragazzi feriti. Le autorità non si sono mosse. Mio figlio è ancora in coma farmacologico, siamo in attesa che possa essere operato. Per ora ha un drenaggio. Si trovava a una festicciola da amici quando è divampato l’incendio al piano terra. Non so altro, spero solo che questo incubo si risolva per il meglio, non resta che sperare». Vincenzo risiede in strada Contrada a Modena, ma abita anche in un appartamento di Venezia che condivide con altri studenti. Studia lingue orientali insieme all’amico di Carpi. Venerdì sera però si trovava a casa di altri studenti.


Le fiamme, secondo la ricostruzione dei vigili del fuoco intervenuti assieme agli agenti della polizia lagunare, si sarebbero sviluppate dal quadro elettrico dei contatori posti nell’androne del palazzo. Subito domato, l’incendio non ha provocato danni strutturali all’edificio che rimane agibile tranne lo stesso androne, unica area posta sotto sequestro. Le fiamme hanno danneggiato il primo piano abitato e parzialmente il secondo, invaso dal fumo che ha avvolto anche il terzo dei quattro piani, all’ultimo dei quali sono in corso lavori di ristrutturazione.

"E’ successo tutto all’improvviso — ha raccontato l’unico dei giovani a essere rimasto illeso — abbiamo sentito un forte odore di plastica bruciata e poi abbiamo visto le fiamme. Siamo scappati aggrappandoci all’impalcatura. Io sono sceso senza problemi ma poi girandomi ho visto i miei amici cadere pesantemente al suolo. E Vincenzo era in un lago si sangue».
 

val. b.










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