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IL CASO

Testamento biologico: "Il Csm tuteli il giudice"

Dopo le polemiche e il coro di 'no' nei, arriva anche il sostegno dell'associazione 'Libera uscita' che prende le difese di guido Stanzani, il giudice che ha accolto la richiesta di un uomo sano di disporre anticipatamente le sue volontà di fine vita

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L'avvocato Maria Grazia Scacchetti mostra il decreto del giudice (foto Fiocchi) Modena, 13 novembre 2008 - Dopo il coro dei no — Alfredo Mantovano, sottosegretario al ministero dell’Interno, «la magistratura non può sostituirsi al Parlamento», Isabella Bertolini, onorevole Pdl, «così si incita l’eutanasia» e Luca Volontè, deputato Udc, «prevedere indicazioni sulla morte invece di tutelare la salute è assurdo» — arriva il coro dei sì. E’ l’associazione nazionale Libera Uscita, per voce del vice-presidente Maria Laura Cattinari, a prendere le difese di Guido Stanzani, il giudice che lo scorso 5 novembre ha aperto la strada al testamento biologico. Stanzani ha infatti accolto le richieste di un uomo, 50enne in piena salute, di nominare un amministratore di sostegno, la moglie, che, in caso di gravi malattie, imponga ai medici uno stop a terapie invasive nei suoi confronti.

E da martedì i moduli per chiedere il testamento biologico sono on-line su iniziativa dell’avvocato Maria Grazia Sacchetti, il legale che ha seguito tutta la vicenda. Un caso senza precedenti che ha suscitato un polverone di polemiche. Proprio per questo l’associazione Libera Uscita, avvertendo «nei violenti attacchi sferrati dai parlamentari una minaccia all’indipendenza della magistratura e, in particolare, all’indipendenza e libertà del dottor Stanzani», si è appellata al Consiglio Superiore della Magistratura affinchè apra una pratica a tutela del giudice.

E dalla parte del giudice si sono schierati anche i Verdi. «Plaudiamo — ha spiegato Mauro Tesauro — a questa iniziativa perchè almeno la magistratura è riuscita a dare una primissima, anche se parziale, risposta a un tema come quello del testamento biologico che la politica continua ad evitare. Inoltre, vorrei ricordare che il testamento biologico non significa eutanasia». Plauso anche da Sergio Rusticali (capogruppo del partito socialista di Modena): «E’ una sentanza pioniera che riapre le speranze per una legge sul testamento biologico, da tempo voluta dai socialisti e pochi altri, osteggiata sia dalla destra, ma anche dalla sinistra, perchè influenzati dalle pressioni dei vertici del Vaticano.

Questa sentenza, rivoluzionaria, si ricollega a un’altra vicenda da mesi sotto i riflettori, quella di Eluana Englaro, da anni in coma irreversibile. La sentenza del giudice Stanzani apre nuovi orizzonti sul versante dei diritti; ha colto nel giusto quando ha affermato che non si deve paragonare l’eutanasia al rifiuto delle cure. Il fatto — ha concluso — che sia sempre più la magistratura a intervenire su questa materia evidenzia la necessità che il Parlamento si impegni a dotare gli italiani di una legge che deve fondarsi sulla libera scelta dell’individuo e non l’approccio confessionale al problema». E sulla questione interviene anche Emilio Salemme (associazione Luca Coscioni): «Banali e stupide sono le dichiarazioni che in questi giorni si susseguono come tamburi di guerra contro il decreto. I lupi ululano contro il giudice che, dice qualcuno, vuole sostituirsi al legislatore. Il giudice ha applicato la legge 145/2001, Convenzione di Oviedo. I lupi — conclude Salemme — ululano al vento, gli italiani sono consapevoli e adulti».

 

di VALERIA SELMI










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