Sempre più persone chiedono prestiti per arrivare con la cessione del quinto dell'assegno mensile, per aiutare figli e nipoti che hanno acceso mutui. Per molti è l'unico modo di fornire una garanzia. Sindacati in allarme
Modena, 21 novembre 2008 - Pensionati sempre più in ansia per problemi economici. L’assegno Inps è basso, la vita costa ogni giorno di più, la fine del mese è vista come un incubo. E sempre più anziani decidono di indebitarsi, fornendo la loro pensione come garanzia: a Modena il fenomeno è in piena escalation. Secondo i dati dell’Inps, nel 2007 sono stati 349 gli anziani a indebitarsi restituendo i soldi usando la loro pensione.
Nel 2008 a tutt’oggi, il numero è salito a 453, con un aumento percentuale del 29,79%, una quota destinata ad aumentare mano a mano ci si avvicinerà al 31 dicembre. E’ un segnale di cui sindacati e servizi sociali stanno già cominciando a tenere conto. E nessuno si sente di consigliare questa pratica, che alla lunga rischia di rendere ancora più difficile la situazione economica di tanti anziani. Ma il consiglio viene spesso disatteso: il bisogno di soldi è reale e per tanti vale la pena rischiare la propria pensione.
Tecnicamente questo tipo di prestito si chiama «cessione del quinto». Si chiama così perché per legge, la pensione del debitore, non deve essere decurtata di più di un quinto dal creditore. Facile il funzionamento. Il pensionato in stato di bisogno si reca all’Inps e manifesta l’intenzione di indebitarsi usando la pensione come garanzia. Il pensionato viene indirizzato a una delle banche convenzionate. Sarà infatti l’istituto di credito a erogare il prestito, con tasso di interesse che solitamente va dall’8 al 9%. Il richiedente restituirà i soldi con gli interessi tramite la sua pensione. Sarà direttamente l’Inps a versare il denaro alla banca. In pratica, l’anziano riceve la somma che gli serve subito, poi, finché il debito non si sarà estinto, riceverà una pensione decurtata. C’è un tetto sulla somma che si può prestare, stabilito in base all’entità della pensione e all’età della persona che fa la richiesta.
Secondo i sindacati, le motivazioni che spingono un pensionato ad indebitarsi in questo modo sono divese, ma domina il bisogno di soldi sempre più crescente. Semplice il calcolo: a Modena una pensione media è di 868 euro. Non un granché di questi tempi. E il 33,5% dei pensionati percepisce un assegno al di sotto dei 500 euro, con il 26% che riceve una cifra compresa tra i 500 e i 750 euro. I nuovi poveri ci sono quindi, e magari hanno anche lavorato tutta la vita. E ora, con l’inflazione che galoppa e con il potere d’acquisto del loro assegno che si abbassa, occorre fare i conti settimana per settimana. Ed evidentemente c’è chi non vuole più vivere l’incubo della fine del mese e chiede un prestito per essere, almeno per qualche tempo, un po’ più tranquillo. Ma c’è anche chi deve aiutare i figli, che magari sono in difficoltà con il mutuo, oppure ha intenzione di fare acquisti importanti, come l’automobile, la lavatrice che si è rotta, o l’appartamento da ristrutturare.
Ma l’aumento dei pensionati indebitati, dipende anche dal proliferare di società finanziarie che vanno a caccia dell’anziano bisognoso di soldi: seminando volantini o utilizzando il vecchio sistema del porta a porta, offrono prestiti di denaro, chiedendone la restituzione attraverso l’assegno mensile. Si tratta si agenzie che aumentano sempre di più: segno che la domanda di prestiti c’è, segno che aumentano gli anziani disposti anche a buttarsi in avventure finanziarie pur di avere una somma di denaro subito. Un’occhiata alle offerte che in genere queste finanziarie fanno: un prestito di cinquemila euro si può restituire in 48 mesi pagando rate da 130 euro al mese, o al massimo da 60 euro in 120 mesi. Se la cifra richiesta è di diecimila euro, la rata sale a 250 euro per 48 mesi. Ci sono anche promozioni speciali: «Per ogni cliente che ci presenterai, 100 euro per te». Oppure «Il prestito è erogabile anche con altri prestiti in corso». O anche «Finanziamo anche pensionati fino a 90 anni». Spesso il pensionato accetta. E altrettanto spesso aggiunge incubi ad altri incubi.
di ROBERTO GRIMALDI
L’ad Amedeo Felisa ha dato loro il benvenuto nel nuovo edificio del montaggio vetture dove vengono prodotte le California