Notizie Modena
 TV   FOTO E VIDEO BLOG SERVIZI LAVORO ANNUNCI CASA
IL CASO

"Nessun abuso da nostro padre"
E chiedono la revisione del processo

La lettera di due figli (che ora hanno 17 e 19 anni) dopo la condanna definitiva del genitore: "Abbiamo dichiarato il falso in età molto giovane per poter collocare la nostra residenza a casa di nostra madre"

Dimensione testo Testo molto piccolo Testo piccolo Testo normale Testo grande Testo molto grande

abusi Modena, 22 novembre 2008. C'è una lettera che vuole mettere completamente in discussione un processo finito il 12 novembre: in Cassazione, un padre modenese 46enne era stato condannato a sei anni di reclusione per gli abusi compiuti nei confronti dei due figli che ora hanno 17 e 19 anni.

 Sono proprio i due giovani, a sorpresa, a negare ora con una missiva firmata di aver mai subito violenza da parte del padre. Chiedono quindi la revisione del processo: assistiti dall’avvocato Francesco Miraglia, depositeranno a metà della prossima settimana la richiesta alla Corte d’Appello di Bologna. «Ci sono tutti gli elementi perché questo avvenga — dice il legale — ora che i due figli del condannato, che conosco da lunghissimo tempo, hanno messo nero su bianco tutta la loro verità. Abbiamo fiducia che la giustizia possa ora considerare la loro volontà, che si basa su fatti oggettivi».

«Non abbiamo mai subito abusi sessuali né maltrattamenti — scrivono nella lettera i due giovani — abbiamo dichiarato il falso in età molto giovane a scopo di collocare la nostra residenza a casa di nostra madre. Queste dichiarazioni volevamo farle già da tempo, ma ci vergognavamo in quanto gli svolgimenti dei fatti peggioravano sempre di più. Credevamo che le nostre dichiarazioni sarebbero state usate dai servizi sociali solo per la modifica del decreto, invece ci siamo trovati in una situazione per noi difficile da affrontare».

I due sostengono quindi con forza l’innocenza del padre, quella negata nei tre gradi di giudizio dal 2003 fino al respingimento, dieci giorni fa, del ricorso presentato in Cassazione dopo la sentenza d’Appello di un anno fa. Va sottolineato che la condanna definitiva del padre per gli abusi è giunta dopo numerose perizie utilizzate nei processi per dimostrare le violenze. Ora, però, la lettera dei figli rischia di stravolgere tutto.

«Attualmente siamo in ottimi rapporti con nostro padre — scrivono — e spesso ceniamo con lui a casa e nei luoghi pubblici». «Già in un libro di Nunzia Manicardi edito da Koinè avevo fatto presente l’anomalia di questa storia — dice l’avvocato Miraglia —. Si è arrivati al processo e alla condanna dell’uomo a partire dalla denuncia fatta da un assistente sociale nominato per la famiglia e che invano si era cercato di cambiare poco prima. Nel frattempo, i rapporti fra padre e figli si erano mantenuti buoni. I ragazzi vennero affidati poi alla madre, già giudicata incapace da tempo. Ora vogliamo poter dire la nostra verità dopo tanto dolore».

di PAOLO GRILLI










Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro

 

LA FOTO DEL GIORNO

La nazionale di rugby in visita alla Ferrari (foto Ansa)

La nazionale di rugby
in visita alla Ferrari

L’ad Amedeo Felisa ha dato loro il benvenuto nel nuovo edificio del montaggio vetture dove vengono prodotte le California

LEGGI L'ARTICOLO