E' stata depositata nella Procura del capoluogo la querela nei confronti dei due specialisti del Pronto soccorso pediatrico: uno visitò il piccolo, l'altro firmò le dimissioni. Per l’avvocato dei Luppi entrambi sottovalutarono il pericolo
Modena, 28 gennaio 2009- E’ STATA depositata ieri mattina alla Procura di Bologna una querela nei confronti dei due medici del Sant’Orsola che la sera del 23 gennaio scorso presero in cura un bambino cardiopatico di un anno, Edoardo Luppi, e decisero di dimetterlo poco dopo. Il piccolo, riportato dai genitori nella casa di Cortile di Carpi, è morto quattro ore dopo, alle 4,30 del 24 gennaio. Per l’avvocato della famiglia, Mario Marchiò, lo specialista che firmò la dimissione del bimbo al Pronto soccorso pediatrico e un altro medico che lo visitò sottovalutarono il pericolo rappresentato dalla dissenteria con perdite di sangue che il piccolo aveva. «Il bambino — fa sapere il legale — in un’altra occasione aveva presentato lo stesso problema, e proprio al Sant’Orsola si era deciso di ricoverarlo per due settimane. Quella sera, invece, secondo noi non venne contattato il reparto di Pediatria, che già conosceva la storia clinica del piccolo paziente».
EDOARDO, che dalla nascita presentava un’ipoplasia al ventricolo sinistro, era stato operato due volte al cuore: prima nella clinica Opa di Massa, poi, il 14 agosto 2008, nella Cardiochirurgia pediatrica al Sant’Orsola. Secondo la mamma, Barbara Lodi, «tutte le visite cui era stato sottoposto - l’ultima il 23 dicembre - avevano certificato un recupero fisico, tanto che gli specialisti avevano deciso di dilatare da tre a sei mesi l’intervallo per i controlli. Edoardo infatti era cresciuto, sorrideva, ora pesava più del gemello che è nato senza i suoi problemi. Mi aspetto che vengano chiarite le responsabilità professionali della tragedia — conclude la signora —Non per vendetta ma perché non si ripeta mai più». Intanto non è ancora stata fissata la data dei funerali, che potranno essere celebrati dopo l’autopsia e il nulla osta della Procura. La direzione sanitaria del Policlinico bolognese, che in una nota ufficiale esprime «dolore e cordoglio per la famiglia» del piccolo Edoardo, ha avviato una indagine interna, tuttora in corso, per ricostruire le fasi del percorso assistenziale del bambino. «Il piccolo paziente — precisa l’ospedale — era affetto da una grave cardiopatia congenita complessa, e per questo era in carico al centro di Cardiologia pediatrica del Policlinico, dove eseguiva controlli periodici. La scorsa settimana il bambino è stato portato in Pronto Soccorso pediatrico dai genitori per una patologia intercorrente di tipo gastrointestinale, e come tale è stata trattata».
LA MADRE del piccolo è stravolta dal dolore ma è forte e decisa a rendere giustizia al figlio: «Aveva un anno ma era fortissimo — ricorda — aveva una gran voglia di vivere. A luglio era stato colpito da tre arresti cardiaci ma ce l’ha fatta. Gli erano spuntati due dentini, era un fiore. Per rispetto alla sua grinta, devo rendergli giustizia». La donna, in questi mesi in giro per gli ospedali, è diventata quasi un medico: «Sapevo che mio figlio doveva essere portato in cardiochirurgia — dice — sapevo che doveva essere ricoverato e infatti eravamo partiti con la valigia. Ma i medici del pronto soccorso ci hanno mandato a casa, senza nemmeno tenerlo in osservazione. Hanno detto che le perdite di sangue erano normali. Io ne dubitavo, ma non potevo prendere il bambino e portarlo in reparto mettendo a rischio la vita di altri piccoli. Per i bimbi malati di cuore basta un virus a ucciderli. Non me la sono sentita di prendere iniziative, ma era meglio se l’avessi fatto. Lo hanno dimesso con superficialità». La donna invita chiunque lo volesse a fare una donazione al reparto di cardiochirurgia del Sant’Orsola: «Sono degli angeli — conclude — è un reparto d’eccellenza. Purtroppo ora non posso dire lo stesso del pronto soccorso».
di VALENTINA BELTRAME
Dal 30 gennaio al 1 marzo in esposizione la raccolta recentemente acquisita dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Cento. Si tratta di pezzi unici di uno dei più grandi pittori del Seicento, più una sezione fotografica