Modena, 3 febbraio 2009. Qui c’è un caso politico che s’ingrossa e rotola a valanga col rischio di travolgere qualcuno di coloro che siedono nel Palazzo di fronte al Duomo romanico ma la giunta del Comune fa finta di non vedere. Mentre i filosofi di mezza Europa gridano la loro protesta contro l’ allontanamento (tecnicamente un mancato rinnovo di contratto) di Michelina Borsari dalla direzione del Festival filosofia, il sindaco Giorgio Pighi continua a ripetere «tutto bene, andiamo avanti». Niente di più. Il gioiello del Festival rischia di dissolversi per la scellerata idea, nella sostanza e nel modo, della presidenza della Fondazione San Carlo di dare il benservito alla Borsari, e la giunta tace.
Il Comitato scientifico si è dimesso in blocco, anche ieri quaranta intellettuali, compresi nomi come Massimo Cacciari, Marc Augè, e altri che leggete qui a fianco, hanno alzato la voce in coro. E la giunta sta lì a mezz’aria. L’assessore alla cultura Mario Lugli sfarfalleggia qua e là con frasi di circostanza, il sindaco tentenna anzichè chiedere conto in modo concreto della figuraccia che sta facendo Modena di fronte al mondo alla Fondazione. Non stiamo parlando della mostra di acquerelli di una polisportiva di periferia. In un Paese normale qualcuno dovrebbe presentare il conto a chi ha sbagliato e qualcuno dovrebbe pagarlo. E’ ora si svegliarsi. Sembra impossibile che in giunta non ci sia qualcuno con un briciolo di buon senso che lo faccia notare ai colleghi.
di BEPPE BONI
Dal 30 gennaio al 1 marzo in esposizione la raccolta recentemente acquisita dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Cento. Si tratta di pezzi unici di uno dei più grandi pittori del Seicento, più una sezione fotografica