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Parlano le divise in pensione: "Pronti alle ronde"

"Se la prefettura ci chiamerà, non ci tireremo indietro, ma è meglio lasciar fare alle forze dell'ordine". L'associazione ex carabinieri risponde con cautela al decreto del ministro Maroni

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Ex carabinieri (foto Fiocchi) Modena, 24 febbraio 2009. IL GOVERNO ha dato il via libera alle ronde per la sicurezza, il sindaco Pighi non ne vuol sentir parlare, mentre la Lega annuncia che scenderà presto in strada per conto proprio. Ma i veri protagonisti del progetto, secondo il decreto Maroni, i carabinieri e i poliziotti in pensione, non sono ancora stati formalmente interpellati. Il decreto sicurezza approvato nei giorni scorsi dal governo prevede infatti che le ronde siano formate da associazioni fra cui quelli di ex appartenenti alle forze dell’ordine, coordinati dal prefetto. «Potremmo dare il nostro contributo per la sicurezza — dicono i militari e poliziotti in pensione — Se saremo chiamati, faremo la nostra parte. Ma crediamo che, finché c’è la possibilità, sia meglio lasciar fare ai militari e agenti in attività».

IL BRIGADIERE Nicola Colangelo è il presidente dell’associazione carabinieri di Modena: «C’è grande fermento sul tema delle ronde — spiega — Se arrivasse la richiesta da parte del prefetto ci attiveremo. Noi siamo al servizio dei cittadini e quando ci viene chiesto facciamo la nostra parte. Certo bisogna vedere quante adesioni ci saranno. Alcuni associati sono molto anziani, c’è chi ha problemi familiari o altri impegni».

I CARABINIERI in congedo, compresi gli ausiliari che hanno fatto il servizio militare nell’Arma, sono circa 150: «Chi ha trascorso una vita nei carabinieri — aggiunge il presidente Colangelo — ha quell’esperienza che un normale cittadino non può avere e nota comportamenti sospetti con più facilità. Il nostro aiuto, in questo senso, potrebbe essere fondamentale. Per noi la legalità viene prima di tutto, faremmo quello che facevamo in servizio. Abbiamo un bagaglio di conoscenze importante. Malgrado ciò — aggiunge — non è detto che gli associati siano disponibili. Se arriverà la richiesta del prefetto comunque avvieremo la procedura per cercare adesioni. Ma non dobbiamo dimenticare che molti volontari sono anziani, uscire di sera per fare le ronde può diventare pesante».
Secondo il decreto, infatti, le ronde dovrebbero essere fatte da persone esperte come gli ex appartenenti alle forze dell’ordine. E’ tra loro che dovrebbero essere arruolati i volontari contro la criminalità. «Facciamo volontariato, come per esempio nei musei o durante le manifestazioni quando ci viene richiesto — conclude Colangelo — Siamo sempre impegnati al servizio del cittadino». I membri dell’associazione carabinieri sono a disposizione per garantire l’ordine pubblico durante le manifestazioni, oppure per attività di beneficenza: «Prima di fare le ronde — ne è convinto il brigadiere Colangelo — sarebbe meglio lasciare controllare il territorio alle forze dell’ordine in attività».

PRIMO Salucci, il presidente dell’associazione della polizia, non si sbilancia: «Gli ex appartenenti alle forze dell’ordine possono essere una risorsa — dice — Ma ci sono anche persone anziane, che a una certa età non possono scendere in strada a fare le ronde. Se ci verrà chiesto, comunque, inoltreremo la richiesta a tutti gli iscritti».

di VALENTINA BELTRAME










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