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L'INCHIESTA

Farmaci come droghe: i ragazzi li comprano su internet

L'allarme di un laboratorio di ricerca: "I giovani abusano di antidolorifici che in Italia sono illegali, come Dilaudid e Vicodin". Sono oppioidi sintetici sette volte più potenti della morfina e si acquistano sul web senza ricetta medica

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Farmaci (foto Ap/LaPresse) Modena, 25 febbraio 2009. FARMACI usati come droghe? Pare sia questa la nuova tendenza tra i giovani e giovanissimi che cercano lo sballo. Sarebbero apparsi ora, a Modena, i primi casi da abuso di farmaci: si tratterebbe di antidolorifici molto potenti, illegali in Italia, che contengono principi attivi simili a quelli dell’eroina e che verrebbero acquistati, dai ragazzi, attraverso la rete.

SONO DECINE i siti internet che spiegano come acquistare farmaci che sono illegali nel nostro Paese senza bisogno della ricetta medica. Tra questi il Dilaudid ed il Vicodin sembrerebbero tra gli acquisti i più gettonati. Sono questi, infatti i nomi dei due prodotti «incriminati»: si tratta di farmaci antidolorifici tra i più potenti, usati nella cura dei malati terminali o, a volte, come sostanze da taglio dell’eroina. Farmaci che contengono oppiacei semisintetici e che, assunti in assenza di una reale necessità ed in forti quantità, diventerebbero vere e proprie sostanze da sballo.

L’ALLARME lo lancia lo Studio Lab di Castelfranco Emilia, il laboratorio di biologia che ha messo a punto un sistema che permette, nel completo anonimato, di analizzare ciocche di capelli per evidenziare le tracce delle sostanze stupefacenti eventualmente consumate dal proprietario. In pochi mesi, complice l’anonimato, il laboratorio (come il Carlino ha raccontato qualche tempo fa) è stato preso d’assalto da decine di genitori preoccupati per i propri figli, facendo sorgere, nell’ambito medico, anche accese discussioni sulla liceità di ricerche compiute all’insaputa dell’interessato.

E’ LO STUDIO LAB, oggi, a segnalare, i primi casi di abuso da medicinali tra i giovani: «Fino ad oggi abbiamo effettuato circa 250 test — spiega Milena Dondi, una delle biologhe titolari del laboratorio — di questi circa 130 hanno dato esito negativo mentre 120 erano positivi. Tra i positivi più del 3% ha evidenziato la presenza di sostanze che abbiamo stabilito essere i principi attivi di due farmaci specifici: il Dialudid e il Vicodin, appunto».

«LA SCOPERTA è stata casuale, perchè le nostre ricerche sono volte ad individuare sostanze ben precise cioè quelle che si trovano nelle droghe classiche come cocaina, eroina e cannabis – spiega ancora Milena Dondi – e, di norma, sono quelle le sostanze che troviamo. Nell’ultimo periodo, però, con nostra sorpresa, alcuni risultati segnalavano la presenza di residui differenti da quelli classici, evidentemente di origine sintetica. Ulteriori ricerche hanno confermato i nostri sospetti: circa il 10% dei campioni risultati positivi agli oppiacei portano in sé tracce di sostanze che si trovano nella composizione di farmaci utilizzati nella cura del dolore dei malati terminali».

IL VICODIN, secondo la spiegazione delle due biologhe, è un farmaco a base di idrocodone, una sostanza semisintetica derivata dalla codeina e dalla tebaina, due oppiacei naturali. Il Dilaudid, invece, è un farmaco a base di idromorfone, un oppioide semisintetico 7 volte più potente della morfina: «I due prodotti, non si trovano nelle farmacie italiane - spiega ancora Milena Dondi - perchè non sono sono vendibili nel nostro Paese. Una breve ricerca su internet, però, ci ha permesso di capire quale potrebbe essere la fonte attraverso cui i ragazzi si procurano il prodotto. Inoltre, sempre su internet, si incontrano forum di discussione in cui i partecipanti si scambiano pareri sull’uso e gli effetti di queste sostanze».

«IL FENOMENO, chiaramente, per ora è limitato, ma riteniamo opportuno segnalarlo anche al Sert — spiega ancora la Dondi — soprattutto perchè si tratta di prodotti che non sono sottoposti a nessun tipo di controllo nella produzione e, quindi, estremamente pericolosi».

di ALESSIA PEDRIELLI










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