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In carcere il padre che ha difeso la figlia
Ora si teme che possa nascere una faida

Tutto è nato dalla denuncia di una sedicenne che ha detto di aver subito violenza. Un gruppo di persone si è recato a casa sua per una 'spedizione punitiva'. Da qui una rissa che è finita in dramma

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Un coltello Modena, 29 marzo 2009. Si teme possa nascere una vera e propria faida da quanto è accaduto venerdì pomeriggio in via Fermi. Un padre di famiglia di 43 anni, pare per difendere la figlia, ha accoltellato al ventre un albanese di 24 anni che si era recato sotto casa della giovane, insieme ad una decina di amici, per quella che potrebbe sembrare una spedizione punitiva.

La ragazza aveva infatti denunciato ai carabinieri di aver subìto una violenza sessuale da parte dell’ex fidanzato, amico di chi poi si è presentato in via Fermi. K.A., queste le iniziali del 43enne che ha accoltellato il giovane, si trova già in carcere mentre la sua famiglia ha dovuto abbandonare la casa in cui risiedeva e la zona in cui si sono svolti i fatti è sotto costante controllo delle forze dell’ordine.


E.L., il 24enne albanese rimasto ferito nella rissa è ricoverato al Ramazzini di Carpi e se la caverà in una ventina di giorni. I fatti che hanno portato al suo ferimento, però, sono drammatici tanto quanto l’epilogo. Il gruppo di amici del presunto violentatore, maschi e femmine, tutti italiani tranne l’accoltellato che è albanese, si sarebbe recato venerdì sera a casa della ragazza attirandola per strada e cominciando ad insultarla per la denuncia che aveva sporto ai carabinieri. Da lì la reazione del padre.
 

Ci sono anche alcune giovanissime carpigiane tra le persone sentite dalla polizia per aver partecipato alla spedizione a casa della 16enne che poi si è trasformata in dramma. Anzi, ad invitare la ragazza a scendere inizialmente sarebbero state proprio alcune coetanee, sue conoscenti. Poco più in là, però c’era il resto del gruppo, almeno cinque ragazzi intorno ai 20 anni, sopraggiunti alla vista dei genitori che erano scesi per strada insieme alla giovane. In pochi minuti la lite sarebbe degenerata in rissa. In questa situazione il padre della giovane avrebbe estratto il coltello, colpendo di striscio un passante che cercava di allontanarlo dall’albanese con cui era in lotta e, infine, sferrando la coltellata. A quel punto il gruppo avrebbe tentato di allontanarsi. E.L. che però perdeva molto sangue si sarebbe accasciato al suolo pochi metri dopo. Lì è stato soccorso dall’ambulanza.
 

Non pare coinvolto nei fatti, per ora, il presunto violentatore: persona nota alle forze dell’ordine il ragazzo avrebbe dichiarato di trovarsi, nel momento in cui accadeva la rissa, presso la stazione dei carabinieri per sporgere a sua volta denuncia per alcune minacce telefoniche ricevute nei giorni precedenti. Sembra che la ragazza venisse, da alcune settimane, accompagnata ovunque dai genitori che temevano per lei.

di ALESSIA PEDRIELLI










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