Modena, 25 febbraio 2016 - «Mi capita anche di fischiettare mentre lavoro o di canticchiare motivi antichi fioranesi: da oggi starò muto, che non si sa mai...». Giuseppe Laiso, 68 anni, barbiere storico di Fiorano, non trova di meglio che riderci sopra al verbale redatto martedì pomeriggio da un solerte funzionario Siae, la società che tutela i diritti di autori ed editori di filmati e canzoni. Nel mirino è finita la suoneria dello smartphone di una collaboratrice lasciato sul tavolo, un motivo dance spagnoleggiante: «Chi diffonde musica in un locale pubblico deve pagare», è stata allora la sentenza dell’ispettore ai titolari davanti ai titolari e ad alcuni clienti allibiti. Risultato: un verbale compilato di tutto punto, che tuttavia, non si comprende perché, riporta un titolo e un autore diverso dalla canzone della suoneria: ‘Love to love you baby’ di Donna Summer. L’episodio è accaduto nel salone di parrucchiera di via Veneto intestato alla signora Anna Dinota, moglie di Laiso.

«Il funzionario Siae si è presentato verso la 16 – racconta il barbiere mentre sta radendo un cliente – è rimasto qualche minuto probabilmente per verificare che io avessi tolto effettivamente l’impianto stereo». Laiso infatti pagava 170 euro ogni anno di abbonamento per la diffusione di musica nel locale, «fino all’anno scorso, quando ho deciso di eliminare l’impianto, anche perché con il phon – aggiunge la moglie Anna – la musica si sentiva poco». Nel salone attualmente si vedono le prese e i fili staccati delle casse agli angoli. La coppia di parrucchieri però non aveva fatto i conti con i telefonini. Mentre l’ispettore è ormai dentro da qualche minuto, irrompe la scatenata suoneria della collaboratrice.

Il funzionario Siae si illumina, punta lo smartphone e chiede: «E’ il telefonino della proprietaria che manda musica in diffusione?». Gli viene spiegato che non è musica in diffusione, ma una suoneria che sta squillando. «Non c’è stato verso – spiegano Anna e Giuseppe – ci ha fatto il verbale e poi ha chiesto alla collaboratrice come si chiama la canzone, la stagista non lo sapeva e lui sul verbale ha indicato, non sappiamo perché, ‘Love to love you baby’ di Donna Summer che non c’entra nulla».

Ora il format compilato è finito nella sede Siae di Sassuolo in via Mazzini dove valuteranno se applicare la sanzione. «Per fortuna – allarga le braccia Laiso – non è squillata la suoneria del cellulare di mia moglie, altrimenti ‘Per un pugno di dollari’ ci avrebbe potuto fare prendere un altro verbale... Dovrò fare attenzione a non canticchiare molto, perché altrimenti potrebbero dirmi che sto intrattenendo la gente».

Anche la moglie Anna ritiene «incredibile che ci si accanisca sui commercianti in questo modo, in periodi come questi e per esempio non si facciano controlli sui parrucchieri che lavorano nelle case, a domicilio, evadendo le tasse». Amarezza anche dal segretario della Lapam di Fiorano Sergio Romagnoli: «Rispettare le regole è importante, ma gli adempimenti burocratici per le imprese, al contrario di quanto si dice, continuano ad aumentare ed ormai la misura è veramente colma. In questo caso siamo al parossismo dell’interpretazione della norma, attendiamo come si comporteranno gli uffici Siae per muoverci di conseguenza e tutelare il nostro associato».