Modena, 26 ottobre 2017 - Il rischio, nel commentare questa giornata che segna di fatto la fine del Modena Fc 1912, è di scivolare nella retorica, quasi nel patetico. Ma è giusto che i lettori siano a conoscenza del fatto che l’autore di queste modeste righe, il primo articolo sui canarini, pubblicato dal Carlino, lo ha scritto l’1 ottobre del 1984. E mai il vecchio giornalista avrebbe immaginato di incrociare nel proprio percorso professionale questo Aldo Taddeo. L’uomo che in soli 19 giorni è stato capace di distruggere il Modena e buttare al macero 105 anni di storia. Ovviamente non è il solo colpevole perchè il suo predecessore, l’innominabile Signor C di danni da queste parti ne ha provocati. La storia di questa città li ricorderà a lungo perchè sono stati gli unici a centrare questa impresa.

Come leggerete a parte, è già iniziato il palleggio delle responsabilità. I calciatori, altra bella razza, non hanno mollato un centimetro nella loro battaglia sindacale. Pretendevano gli stipendi di luglio e agosto e alla fine hanno vinto loro. Taddeo sostiene il contrario e cioè che non sarebbe stato possibile accettare le loro richieste in mancanza dell’autorizzazione del tribunale. Da qui la sua proposta ad offrire il pagamento di ottobre domani e quello di novembre tra 20 giorni. Sarà così? Possibile che i legali delle due parti non siano stati capaci di parlare la stessa lingua?

Se andiamo a rileggere la storia degli ultimi giorni, abbiamo raccontato sempre le stesse cose. Come se a Taddeo e ai calciatori, del Modena interessasse quasi nulla. Tutti avevano un’idea in testa e quella è rimasta fino alla fine. Con questo epilogo: ieri l’uomo che staccherà la spina del Modena, è scappato via nella sua Varese dopo l’ennesimo incontro senza esito. E i giocatori, che saranno comunque tutelati dai loro fondi di garanzia, se ne andranno a casa, liberi di scegliere altre destinazioni.

Modena invece non ha certo la possibilità di un risarcimento. Lo gradirebbe il Comune, rimasto con il cerino in mano visto che ieri Taddeo non si è presentato in piazza Grande con l’assegno per riaprire il Braglia. Il sindaco, dopo non aver preteso uno straccio di garanzia al Signor C nel 2015, ora si trova sulle spalle un debito relativo al mutuo con cifre imbarazzanti.

Senza considerare l’ultimo milione di euro lasciato dall’uomo che vive a Montecarlo, ma soprattutto lo stadio chiuso. Nella classifica dei responsabili di questo disastro sportivo, comunque Aldo Taddeo è al primo posto per distacco.

Giusto sottolinearlo per evitare fraintendimenti. L’uomo di Varese è semplicemente un irresponsabile. E non andiamo oltre nel cercare di inquadrare la definizione più adatta.

Ha voluto il Modena, ha vinto la concorrenza con Salerno, sapeva benissimo che solo con i fatti, e non con le sue belle parole, avrebbe vinto quella sfiducia che lo ha accompagnato fin dalle sue prime ore modenesi. Alla domanda, ‘perchè ha voluto un Modena in totale agonia’, non ci convince per niente la risposta. ‘Pensavo di conquistare i giocatori con i miei soldi, le mie ddee’. Ma quali soldi? Quali idee? Sapeva benissimo che qui avrebbe trovato un clima difficile, sia nei rapporti con la squadra che con l’ambiente. Presuntuoso come il suo predecessore, ha provato ad incantarci con la sua dialettica. C’eravamo quasi illusi che ieri potesse trovare la soluzione. E invece si è presentato all’esame finale senza aver studiato una sola riga del programma.

Il sospetto che questo signore ci abbia preso tutti per il naso è fortissimo. Ma cosa importa adesso? Nulla. Si chiude una storia e forse più avanti se ne aprirà un’altra.

Ma non sarà più la stessa cosa.