Prima notte
in carcere
per don Giorgio Panini
il parroco omicida
Sorvegliato a vista all'interno dell'istituto penitenziario legge Bibbia e Vangelo: "Essere qui o altrove è uguale"
Modena, 21 gennaio 2010. Prima notte in carcere per don Giorgio Panini, accusato dell’omicidio volontario e premeditato di Sergio Manfredini. E’ in una cella singola, legge la Bibbia e il Vangelo ed è sorvegliato a vista. Gli agenti del Sant’Anna lo controllano 24 ore su 24. Si teme, infatti, possa compiere un gesto estremo. «E’ apatico, non gli interessa dov’è.
In carcere o in ospedale è uguale per lui», spiega l’avvocato Domenico Giovanardi (lo difende insieme al collega Antonio Sarzi Amadé) che ieri lo ha incontrato. I difensori sono preoccupati per lui, per la sua salute. Anche all’interno del Sant’Anna ci sarebbe l’intenzione di sottoporre il don a una valutazione psichiatrica. E già ieri mattina il parroco avrebbe visto uno psichiatra del carcere. «Vorrei avere una copia delle cartelle cliniche» dice l’avvocato Giovanardi.
Don Giorgio potrebbe presto ricevere la visita di altri parroci. Da loro potrà avere un po’ di conforto anche se è disinteressato a quello che gli accade, alla sua difesa. E’ un uomo, come ha spiegato il legale, «divorato dall’angoscia. Vuole espiare».
Dall’altra parte la famiglia Manfredini è chiusa in un dolore muto. Per loro parlano solo i fatti, le prove raccolte dagli inquirenti che passo dopo passo stanno facendo luce sull’omicidio. Ora resta da capire cosa la Finanza abbia trovato nella proprietà del parroco a Vieste.
di VALERIA SELMI
