Terrorismo: curdi
reclutati per il Pkk
L'inchiesta tocca
anche Modena
La procura di Venezia ha già emesso 11 ordini di custodia cautelare. In corso perquisizioni su altri sedici indagati tra cui quattro italiani localizzati nelle province di Modena, Treviso, Venezia, Pisa, Udine, Pordenone e Milano

Venezia 26 febbraio 2010. E' stata smantellata una struttura internazionale per il reclutamento di giovani di etnia curda da inviare a combattere tra le fila del Pkk. In queste ore, a Venezia ed in altre città del centro-nord Italia, fra cui Modena, la Polizia di Stato della città lagunare sta eseguendo undici ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di 10 cittadini turchi e un italiano.
Si tratta della fase esecutiva di un’importante indagine al cui esito è stato possibile individuare e smantellare una struttura transnazionale dedita al reclutamento, all’indottrinamento e all’addestramento di giovani di etnia curda da inviare a combattere tra le fila della guerriglia terroristica del PKK (Partito dei Lavoratori Curdi, incluso nelle liste terroristiche dell’Unione Europea).
Le ordinanze di custodia cautelare in carcere sono eseguite dalla Digos di Venezia, con il supporto degli omologhi uffici di Pisa, Roma e Milano e il coordinamento operativo dell’Ucigos/Dcpp. L’accusa nei loro confronti è quella di associazione con finalità di terrorismo internazionale. Ne dà notizia il Prefetto Stefano Berrettoni, direttore centrale della Polizia di Prevenzione - Ucigos.
I destinatari delle 11 misure restrittive sono accusati dalla magistratura di Venezia di aver formato un sodalizio che si proponeva di compiere atti di violenza con finalità di terrorismo nei confronti della Turchia. Sono in corso le perquisizioni di altri 16 indagati, tra cui quattro italiani risultati in contatto con il gruppo e localizzati nelle province di Treviso, Venezia, Pisa, Modena, Udine, Pordenone e Milano. A Modena sono stati eseguiti due arresti.
L’indagine, svolta parallelamente in Italia e Francia e resa possibile anche grazie al contributo delle strutture antiterrorismo di Germania, Belgio e Olanda, ha consentito di accertare l’operatività in Italia di un vero e proprio distretto di reclutamento incaricato di reperire nei paesi europei risorse umane e logistiche da impiegare a favore della guerriglia terroristica da anni portata avanti dal Pkk nelle zone di confine turco-irachene.
Un cittadino turco, destinatario della misura cautelare eseguita oggi, fu fermato a Venezia nel marzo scorso. In quell’occasione, oltre a fotografie che lo ritraevano mentre imbracciava un fucile mitragliatore, risultò in possesso di alcune lettere con le quali una ragazza di nazionalità turca poco più che maggiorenne, scomparsa mesi addietro dalla provincia di Viterbo, manifestava ai propri genitori l’intenzione di voler andare a combattere “per la causa del Kurdistan”.
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