Dopo le nevicate è emergenza
per la conta dei danni
E' stato un inverno da record per la quantità di neve caduta. E ora bisognerà far fronte a due pericoli: le valanghe e le piene dei fiumi. Inviateci le vostre segnalazioni e foto sulle abbondanti nevicate di questi giorni

Modena, 12 marzo 2010. Turni di 24 ore, a volte anche di più, per far fronte alle emergenze. L’ultima volta è successo mercoledì: i vigili del fuoco della provincia di Modena hanno dovuto raddoppiare le ore di lavoro quando sul nostro territorio si è abbattuta una bufera di neve che ha mandato in tilt la città e non solo. Oltre duecento interventi in un giorno e mezzo. Alberi caduti in cortili privati, ma anche nei giardini di scuole e circoli per anziani. Camion e automobili intrappolate nella neve, ascensori bloccati e cavi tranciati. I pompieri hanno lavorato senza sosta. Senza riposo, proprio perché manca il personale.
«A Modena — spiegano i sindacati Cgil, Cisl e Uil — solo nel 2008 i richiami in servizio dei vigili del fuoco ‘precari’ sono stati 500, con una spesa di circa un milione di euro. L’anno scorso la situazione si è aggravata. Perché non regolarizzarli?». Si risparmierebbe e si avrebbe a disposizione personale specializzato, che nella nostra provincia manca. Mancano i capi squadra e soprattutto i capi reparto: di questi ultimi su 24 previsti ce ne sono due. I sindacati si appellano ai politici modenesi affinché portino al governo le loro richieste. «Per far fronte alle emergenze e alle calamità — spiega Paolo Ghinelli (Cisl) — si fanno turni doppi, di 24 ore, perché non c’è personale. Siamo arrivati a un livello tale di sott’organico che i vigili ‘discontinui’ vengono chiamati anche per coprire l’ordinarietà, altrimenti non riusciremmo a smaltire le ferie».
Tra le sedi più in difficoltà c’è quella di Vignola che è una sorta di distaccamento di vigilanza utilissimo per quanto riguarda la copertura del territorio, ma dove mancano capi squadra e capi reparto: «Con un aumento di organico — dicono i sindacati — si consentirebbe il completamento della sede di Vignola e si risponderebbe alle carenze dei vigili che si determineranno in conseguenza dei prossimi corsi per passaggi di qualifica». Una richiesta che i vigili del fuoco di Modena portano avanti da anni e a cui non si può più dire di no: i pensionamenti hanno portato via personale ma anche capi squadra a capi reparto che ora sono ridotti all’osso. «Le squadre sono dirette da personale senza qualifica», concludono i sindacati che chiedono al ministero di adeguare le forze.
L'INVERNO DEI RECORD
Trentasei centimetri in due giorni, mentre se si fa riferimento al solo ottobre complessivamente ne sono caduti in tutto 112. L'inverno appena passato, salvo ulteriori precipitazioni, è stato il più nevoso a Modena dal 1932 – 1933, anno in cui Modena fu 'sepolta' da 136 centimetri di neve. A segnalarlo sono gli esperti dell'Osservatorio geofisico del dipartimento di ingegneria dei materiali e dell’ambiente dell’Università di Modena e Reggio Emilia. “La valutazione precisa del dato – ci spiega infatti il meteorologo Luca Lombroso - è stata lunga e laboriosa ed è arrivata dopo la consultazione delle linee guida internazionali per il rilievo dell’altezza neve, data appunto la straordinarietà del fenomeno.
Più nel dettaglio, dieci centimetri di neve sono attribuiti al 9 marzo, caduti quasi tutti alla sera e 26 il giorno dopo, di cui 25 dalla mezzanotte al primo pomeriggio e uno alla sera”. Se si prende poi il dato della sola nevicata marzolina ne risulta che un marzo così nevoso lo si è visto all'ombra della Ghirlandina, solo nel 1940: caddero in quell'anno 40 centimetri di neve in un solo giorno. La nevicata degli ultimi due giorni, comunque, non dovrebbe ripetersi nei prossimi: il fine settimana che ci aspetta preannuncia un quadro di 'fredda variabilità primaverile' con gelate mattutine (minime attorno a +1 in città e -4 in campagna) alternate da giornate in cui la temperatura arriverà a 10-12 gradi. L’aria resterà pungente sui monti, dove i termometri a quota 1.500 metri andranno dalle minime di -6,-10 a massime attorno agli zero gradi.
PERICOLO VALANGHE IN APPENNINO
La Protezione civile regionale ha attivato la fase di preallarme per il pericolo valanghe nei comuni montani tra cui Sestola, Fanano, Riolunato, Pievepelago, Montecreto, Fiumalbo, Frassinoro fino a venerdì 12 marzo alle ore 13.
ALLARME PIENE
Pre-allerta del Consorzio della Bonifica Burana. La neve che ha ricoperto Modena negli ultimi giorni, unita ai tre metri di neve caduti sul Cimone, chiedono la massima attenzione ai tecnici perché per metà della prossima settimana le temperature attese saranno attorno ai 13-14 gradi in città. Che potrebbe provocare il riversamento di grossi carichi idrici in fiumi e canali già gravati dagli eventi piovosi degli ultimi mesi.
“Si preannuncia un momento delicato per il nostro reticolo idrico - conferma il direttore del Consorzio di Burana, Claudio Negrini -, tutti i nostri tecnici e guardiani stanno intensificando i controlli poiche’ le precipitazioni, prima piovose poi nevose, degli ultimi tempi, ci conducono verso la formazione di fenomeni di piena nei canali principali e secondari. Dovremo fare un monitoraggio delicato e continuo delle portate in transito nei canali per scongiurare il pericolo di allagamenti. Soprattutto alla luce dei problemi nel ferrarese sul sostegno di Valpagliaro: dovendo evitare di riversare acqua su quest’ultimo, l’attenzione sulla Botte Napoleonica è necessariamente alta”.
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