Carpigiano torna dal Brasile
ammalato di dengue
Scatta la disinfestazione
Il sindaco Campedelli ha emesso un'ordinanza urgente. Il contagiato, che ha contratto il virus in Brasile a causa di una puntura di zanzara, è comunque fuori pericolo. L'Ausl rassicura: "Nessun allarme"

Modena, 15 giugno 2010. Un caso di dengue è stato registrato a Carpi, in provincia di Modena, ma l’Azienda Usl rassicura: nessun allarme, il rischio di contagio è bassissimo. E sta già bene il carpigiano che è rientrato da un viaggio in Brasile accusando i sintomi (febbre alta, mal di testa e dolori muscolari) della dengue. Ieri sera sono arrivati dal laboratorio del Sant’Orsola di Bologna gli esiti dell’esame che hanno confermato che si tratta del virus che è trasmesso all’uomo dalla puntura di una zanzara tigre infetta. Il virus, sottolinea l’Ausl in una nota, non si trasmette da uomo a uomo.
Il Servizio di Igiene Pubblica dell’Azienda Usl di Modena si è comunque subito allertato e ha fatto scattare il protocollo previsto in questi casi. In particolare, il Comune di Carpi ha già organizzato la disinfestazione nella zona interessata con interventi larvicidi e adulticidi che partono già oggi. La zona interessata comprende corso Fanti (numeri civici 2-67), via don Loschi, via Battisti (22-50), via Santa Chiara dal numero 5 al numero 19, via Ciro Menotti (dal numero 34 al numero 69), piazza Martiri (dal 39 al 53). La disinfestazione sarà fatta da un'impresa privata, tra oggi e il 17 giugno
La persona colpita dal virus è stata visitata nei giorni scorsi presso il Reparto malattie infettive del Policlinico di Modena e presenta un buon decorso clinico. Attualmente si trova al suo domicilio. La sua famiglia è stata naturalmente informata delle precauzioni da adottare per evitare la puntura di zanzare. L’Ausl precisa in ogni caso che “non c’è nessun allarme: la zanzara tigre può diventare vettore della dengue solo se trascorrono almeno 10 giorni dalla puntura di una persona che ha il virus, puntura che deve avvenire entro una media di cinque giorni dalla comparsa dei primi sintomi. Se a questo si aggiunge che la zanzara tigre ha una vita molto breve (15 -30 giorni) è evidente come il rischio di contagio sia davvero molto basso”.
Come previsto dalla direttiva regionale, verrà eseguito un trattamento di disinfestazione nel raggio di 100 metri dall’abitazione della persona colpita dal virus. Gli abitanti sono già stati avvisati attraverso l’affissione e distribuzione di uno specifico volantino. Si tratta di un intervento del tutto analogo a quelli già promossi in passato per la lotta alla zanzara tigre. L’azienda sanitaria ricorda pertanto che anche in questa occasione è vietato sostare o passeggiare nelle aree oggetto del trattamento per almeno due ore dalla conclusione dello stesso, è necessario mantenere chiuse porte e finestre, ritirare (o comunque coprire) biancheria, indumenti e alimenti esposti all’aperto. Infine è necessario attendere almeno quindici giorni dall’intervento prima di procedere al consumo di ortaggi o frutta del proprio orto o giardino.
L’Azienda Usl di Modena ribadisce nell’occasione che per quanto riguarda la zanzara tigre, oltre agli interventi a cura del Comune, è necessaria la collaborazione di tutti. L’acqua gioca un ruolo fondamentale nel ciclo vitale dell’insetto. Dalla primavera all’autunno, la zanzara adulta depone le uova nelle parti asciutte di piccoli contenitori. E’ sufficiente che le uova siano sommerse da una minima quantità d’acqua perchè si schiudano e nascano le larve.
Perchè il ciclo si completi e nascano le zanzare tigre occorre che il ristagno perduri alcuni giorni. E’ quindi necessario evitare qualsiasi ristagno d’acqua (ad esempio in sottovasi, annaffiatoi e secchi), verificare che le grondaie siano pulite e non ostruite; coprire le cisterne e tutti i contenitori dove si raccoglie l’acqua piovana con coperchi ermetici, teli o zanzariere ben tese; trattare regolarmente - una volta a settimana - i tombini e le zone di scolo e ristagno con prodotti larvicidi e tenerli ben puliti da foglie; tenere pulite fontane e vasche ornamentali, eventualmente introducendo pesci rossi, che sono predatori delle larve di zanzara tigre.










