Cocaina pura
dal Sudamerica
Un arresto
a Formigine
Operazione dei Carabinieri di Palermo: tredici ordinanze di custodia cautelare. Sequestrati venti chili di droga

Palermo, 19 luglio 2010. Una banda internazionale di narcotrafficanti è stata scoperta dai carabinieri di Palermo che hanno eseguito la scorsa notte un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 13 persone accusate di «associazione per delinquere finalizzata all’importazione e commercio internazionale di sostanze stupefacenti, con l’aggravante di aver costituito un gruppo criminale organizzato, operativo su più Stati».
A capo della banda un siciliano, che con la collaborazione di un esponente di spicco di un clan camorristico attualmente latitante in Sudamerica, trattava direttamente il prezzo di ogni partita con i capi dei cartelli della droga colombiani e peruviani. L’organizzazione, attraverso canali di trasporto sotto la copertura di società di import-export appositamente costituite, faceva giungere in Italia dal Perù e dalla Colombia attraverso la Spagna o l’Olanda grossi quantitativi di cocaina purissima, che veniva poi smerciate sulle piazze della Sicilia Occidentale e dell’Emilia Romagna da affiliati al gruppo criminale. Durante l’indagine, denominata «Bogotà», i carabinieri hanno sequestrato circa 20 chili di cocaina pura.
Al vertice dell’organizzazione secondo l’accusa c’era Paolo Messina, 53 anni, di Campobello di Mazara (Trapani), con la collaborazione di Tommaso Iacomino, 63 anni, esponente di spicco dell’omonimo clan camorristico e latitante in Sudamerica, entrambi destinatari del provvedimento cautelare emesso dal gip, Pasqua Seminara, su richiesta della Dda di Palermo. Iacomino secondo i risultati delle indagini, trattava direttamente con i capi dei cartelli della droga colombiani e peruviani il prezzo di ogni partita di cocaina da far giungere in Sicilia e nel Nord Italia. Per Iacomino sono avviate le procedure per la rendere la misura restrittiva efficace a livello internazionale, come pure per altri tre indagati che vengono localizzati all’estero in queste ore.
In Perù e in Colombia, ma anche nei punti di transito della droga in Spagna e in Olanda, l’organizzazione aveva creato basi per garantire la continuità del flusso di stupefacenti, gestito attraverso canali di trasporto spesso celati da società di import-export appositamente costituite. Messina secondo l’accusa era il terminale del collegamento europeo con il Sudamerica. L’attività investigativa si è avvalsa di intercettazioni, rese più complesse dal fatto che gli indagati utilizzavano utenze straniere e le rinnovavano continuamente.
Il gip ha contestato la specifica aggravante del «reato di natura transnazionale», introdotta nel nostro ordinamento dalla legge 146/2006, che ha ratificato e dato esecuzione alla Convenzione di Palermo e i suoi protocolli aggiuntivi (15 dicembre 2000 e 31 maggio 2001) Fra gli arrestati anche F. R., 57 anni, di Rimini, e R. M. 53 anni, napoletano ma residente a Formigine (Modena).
Fonte Agi










