Si tratta di anarco insurrezionalisti pluripregiudicati, tutti intorno ai 30 anni. Sono stati protagonisti degli scontri con le forze dell'ordine nel corso della manifestazione contro la Tav. Al momento sono 46 gli agenti feriti
Modena, 3 luglio 2011 – Ci sono tre anarco insurrezionalisti modenesi e un bolognese tra i cinque arresti avvenuti in Vla di Susa. I tre modenesi sono pluripregiudicati per reati specifici. L'altro a finire con le manette ai polsi è un padovano. A diffondere la notizia è stata la Questura: circa 2mila gli aderenti ai centri sociali presenti alla protesta contro la Tav, 800 dei quali appartengono all’antagonismo radicale e resistente, che rappresenta l’ala più dura di questo coagulo a livello europeo di professionisti della protesta, mentre circa 300 provengono dall’estero (Francia, Spagna, Austria e Germania). I cinque italiani hanno tutti intorno ai 30 anni, sono stati oggetto delle cure sanitarie del personale medico della polizia di Stato e del personale del 118. Uno degli arrestati, sospetta frattura del naso, contusioni al torace e al capo, sarà trasportato in elicottero all'ospedale
Non versa in gravi condizioni.
LA QUESURA: "SI TRATTA DI PROFESSIONISTI DELLA PROTESTA"
In merito alla significativa presenza in localita’ La Maddalena di circa 2000 aderenti a centri sociali, la Questura di Torino precisa che circa 800 persone appartengono all’antagonismo radicale e resistente, che rappresenta l’ala piu’ dura del movimento dei “professionisti della protesta”, mentre circa 300 provengono dall’estero (Francia, Spagna, Austria e Germania). Al momento sono state arrestate 5 persone (3 provenienti da Modena, anarco-insurrezionalisti, pluripregiudicati per reati specifici; 1 da Padova e 1 da Bologna, antagonisti con precedenti specifici) dell’eta’ di circa 30 anni. Tutti sono stati oggetto delle cure sanitarie del personale medico della polizia di Stato, con l’ausilio anche del personale del 118. Uno degli arrestati, a seguito dei politraumi riscontrati (sospetta frattura del naso, contusioni al torace e al capo), sta per essere trasportato in elicottero presso un ospedale torinese.
I feriti delle Forze dell’Ordine, al momento, si attestano sulle 30 unita’, di cui 2 con sospette fratture. I siti web antagonisti denunciano numerosi feriti tra i manifestanti cui vengono portate le prime cure nella frazione Sant’Antonio. La Questura smentisce la voce circolata sull’”utilizzo di proiettili di gomma per respingere gli antagonisti, poiche’ tale tipo di arma non e’ in dotazione alla polizia”. Gli scontri vanno avanti con lanci di pietre, petardi, bombe carta, oggetti di ogni tipo e bottiglie piene di ammoniaca da parte degli antagonisti sugli agenti delle forze dell’ordine. Dall’altra parte lacrimogeni e getti di idranti verso gli antagonisti tra i boschi e nella zona dell’area archeologica, quella piu’ critica in cui da ore si fronteggiano antagonisti e polizia. Secondo gli agenti gli antagonisti agiscono “con impostazione paramilitare, con sodali provenienti da tutta Italia e anche dall’estero, che stanno dando sfogo alla piu’ inaudita violenza ormai focalizzata solo contro le forze di polizia.
(Fonte Agi)
FERITI 46 AGENTI
Si aggrava il bilancio dei feriti negli scontri al cantiere Tav in Val di Susa. Secondo quanto reso noto dalla questura di Torino al momento il numero di feriti tra le forze dell’ordine, ammonta a 46, di cui 37 della Polizia di Stato, con 3 trasportati in elisoccorso presso un nosocomio cittadino; 6 dell’Arma dei Carabinieri e 3 della Guardia di Finanza. Tra di essi, un poliziotto e’ stato colpito da una bomba carta che risulta essergli esplosa tra le gambe, mentre un carabiniere ha riportato una vistosa ferita ad una mano, causata, probabilmente, dallo scoppio di un ordigno artigianale del medesimo tipo. Tra i manifestanti risultano 5 feriti, per alcuni dei quali il primo soccorso e’ stato assicurato dal personale medico della polizia di Stato presente sul posto. La questura di Torino, inoltre, precisa che in merito alla baita della Val Clarea, noto presidio No Tav, che la stessa, sottoposta a sequestro giudiziario, non e’ inglobata nell’area cantiere. La stessa, infa
(Fonte Agi)