In base al piano Marchionne, escluderebbero dall'azienda i sindacati non firmatari, come appunto la Fiom stessa
Modena, 2 febbraio 2012 - La Fiom ha diffidato la Ferrari dall’applicare gli accordi separati che, in base al piano Marchionne, escluderebbero dall’azienda i sindacati non firmatari, come appunto la Fiom stessa. Lo ha fatto con una lettera, a firma dell’avvocato Monica Rustichelli, inviata il 27 gennaio con la quale si chiede di ‘’cessare immediatamente l’attivita’ antisindacale posta in essere nei confronti degli iscritti Fiom e costituita dall’applicazione, con efficacia erga omnes, dell’accordo separato del 29/12/2011’’.
In una nota i delegati Fiom hanno sottolineato che ‘’la pratica autoritaria che sottomette al padrone i sindacati firmatari e i lavoratori e’ in corso anche alla Ferrari’’, dove risulta ancora piu’ grave perche’ ‘’l’accordo Fiat e’ stato bocciato non sola dalla Fiom, ma anche dai rappresentanti di Fim e Uilm. alcuni dei quali hanno deciso per coerenza e per protesta di non dare la disponibilita’ alla composizione della nuove Rsa’’.
Dunque, spiegano, ‘’oggi la Ferrari applica un accordo respinto dalla Rsu e questo fatto e’ di una gravita’ senza precedenti’’. Inoltre i delegati hanno ribadito di voler sostenere ‘’le azioni legali che intraprendera’ la Fiom, partecipando allo sciopero di 4 ore del 7 febbraio proclamato dalla Fiom di Modena, sostenendo la manifestazione nazionale della Fiom dell’11 febbraio a Roma, promuovendo le iniziative di lotta per contrastare la linea della Fiat e di assistenza a nostri iscritti davanti alle portinerie’’.
Dunque, concludono, la lettera inviata all’azienda (dove viene citata anche la sentenza del giudice del lavoro di Brescia che ‘’ha sancito l’invalidita’ degli accordi separati’’) servira’ a ‘’ribadire che la Fiom c’e’ e che gli iscritti e delegati in Ferrari non si piegano’’.