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Una sonda modenese studia il traforo del Monte Bianco

Università

Un team di studiosi del dipartimento di ingegneria meccanica è all'opera per verificare le consizioni di sicurezza del tunnel

Talpa
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Modena, 6 febbraio 2012 - E’ affidata a tecnici e ricercatori modenesi la rilevazione dei dati anemometrici indispensabili per garantire la sicurezza del tunnel del Monte Bianco. Per la nuova campagna di rilevazione costruito e impiegato un innovativo veicolo-strumento interamente realizzato dell’equipe di fisica tecnica del Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Civile (DIMeC) dell’Università di Modena e di ingegneri di Mimesis, ex Spinoff del DIMeC, incaricati dal GEIE-TMB (Gruppo Europeo di Interesse Economico Traforo Monte Bianco) dello studio e ottimizzazione dei sistemi di ventilazione del traforo del Monte Bianco. Con un blocco programmato del traffico nei giorni scorsi è proseguita la campagna di misura per la caratterizzazione dei flussi d’aria.

Un innovativo veicolo-strumento, specificamente progettato per il rilievo di dati anemometrici (cioè di velocità dell’aria), soprannominato T.A.L.P.A. (Tunnel Aerolab for Longitudinal Profile Acquisition), interamente concepito e costruito a Modena da ingegneri del dipartimento di ingegneria meccanica e di Mimesis, ha bloccato pochi giorni fa il traffico all’interno del Tunnel Monte Bianco. La chiusura dell’importante traforo è stata programmata dalla Società di gestione del traforo GEIE-TMB per consentire la quarta campagna sperimentale che ingegneri modenesi, coordinati dal prof. Giovanni Sebastiano Barozzi e dall’ing. Paolo Levoni di Mimesis, stanno conducendo all’interno del Tunnel del Monte Bianco, dove appunto è stato introdotto questo veicolo-strumento che ha percorso più volte avanti e indietro i quasi 12 km dell’importante galleria italo-francese, raccogliendo una mole di informazioni mai acquisita in precedenza sui flussi d’aria che si instaurano all’interno dei tunnel.

“Nel caso di strutture di enormi dimensioni e complessità come il Traforo del Monte Bianco - spiega Barozzi della facoltà di ingegneria - risulta indispensabile procedere con approccio galileiano. Qualsiasi modello di analisi, infatti, si basa inevitabilmente su semplificazioni più o meno raffinate e, conseguentemente, più o meno realistiche ed accurate. Da questa considerazione la convinzione dell’importanza dell’ideazione di un sistema innovativo, accurato ed affidabile per il rilievo del profilo longitudinale di velocità, vale a dire la distribuzione lungo l’asse del tunnel delle portate di aria; da ciò dipende l’efficienza della ventilazione, in condizioni operative ordinarie, e il moto di eventuali fumi e di fasi disperse, in condizioni di evento e di emergenza”.

Dopo alcune campagne di rilievi a postazione fissa, effettuate inserendo in galleria una avveniristica struttura in grado si sostenere diverse sonde in posizioni rappresentative della sezione del traforo, è iniziato lo sviluppo di un mezzo per la movimentazione dell’apparato, per effettuare rilievi in modalità continua. La progettazione e la realizzazione del veicolo sono state effettuate da Mimesis, società di ingegneria specializzata nei settori della fluidodinamica e dell’energetica, nata come Spinoff del dipartimento di ingegneria meccanica. Per lo sviluppo del veicolo, Mimesis si è avvalsa della collaborazione dell’ingegnere modenese Alessandro Scorcioni, uno dei maggiori esperti europei nel campo dei veicoli elettrici.

“Le specifiche indispensabili in un’applicazione di questo tipo - spiega Levoni di Mimesis - sono il basso impatto aerodinamico, per limitare l’influenza del veicolo sulle misure, e la capacità di muoversi a velocità rigorosamente costante, indipendentemente dalla pendenza del tracciato, per evitare oscillazioni delle sonde e per sottrarre a posteriori la velocità di avanzamento dai segnali anemometrici acquisiti”.

“Per queste ragioni ci siamo orientati su di un telaio basso, tipo “go-kart" (con ridotta area frontale) - continua l’ing. Alessandro Scorcioni - progettando una trazione elettrica basata su un servomotore retroazionato in velocità. La necessità di correre con precisione sulla mezzeria della carreggiata, minimizzando gli sbandamenti, ci ha indotto a progettare un sistema di sterzo servocomandato e controllato con un joystick proporzionale”.

 

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