E' quanto realizzano in Kenya le associazioni 'Africa nel cuore' e Spes
di Silvia Saracino
Modena, 22 giugno 2012 - Là dove finisce un mondo e ne inizia un altro, il sole sorge sulle capanne in un villaggio chiamato Rumuruti. Si trova nel cuore del Kenya, nella Rift Valley a 240 chilometri a nord-ovest da Nairobi, su un altopiano vicino alla Grande Savana. Quasi quattro ore di viaggio in auto da Nairobi, attraversando coltivazioni di the e caffè, e si arriva in questa piana sterminata e arida, dove l’orizzonte è una linea sfuocata e la terra rossa è puntellata solo da ciuffi di piante spinose. Le baracche di legno costituiscono il centro di un villaggio dove convivono tribù diverse, in un equilibrio precario e nella più assoluta povertà.
Qui le Onlus di Fiorano Africa nel Cuore e Spes portano alla popolazione la speranza di avere un futuro. Entrambe le associazioni lavorano, in modo volontario, per realizzare nella zona scuole, dispensari
medici, pozzi e depuratori per l’acqua. Collaborano con la missione Cattolica dei Padri della Consolata, attiva a Rumuruti da 20 anni.
Avere un dispensario dove potersi curare, sottoporsi ad esami per malattie quali la malaria o l’HIV, avere a disposizione un’ostetrica per partorire, è stata una rivoluzione per queste tribù. Qui di fame e di malattia si muore e sono soprattutto i bambini quelli più a rischio. Li vedi gironzolare nella terra polverosa, a piedi
nudi perchè moltissimi non hanno le scarpe.
Quando piove (e può piovere per giorni) affondano nelle pozzanghere piene d’acqua sporca, vestiti solo con qualche abito usato che viene portato dai volontari modenesi. Circa trenta bambini al mese, nella zona intorno a Rumuruti, vengono portati all’ospedale dai medici o dai maestri perchè sono denutriti. Vengono sottoposti all’Otp, il programma nazionale che prevede una cura graduale a base di pasta di arachidi. Qualcuno di loro, come Agostino, ha i piedi infettati dalle pulci e non riesce a camminare.
Vederli è un pugno nella parte più profonda dello stomaco, ma ancora più incredibile è il loro sguardo. I più piccoli non sorridono mai, restano avvinghiati alle spalle della madre nel loro sacco colorato, mentre lei cerca un lavoro per la giornata. Se ha fortuna porta a casa 150 scellini, pari a 1,59 euro. Un chilo di riso costa
160 scellini, un chilo di zucchero 170: tra il costo della vita e la loro povertà c’è un abisso enorme.
Grazie all’associazione Spes sono stati costruiti a Rumuruti le scuole e il pozzo per l’acqua, mentre Africa nel Cuore si occupa di un paese vicino, Thome, dove, grazie alla raccolta fondi nel modenese, è riuscita a realizzare il dispensario sanitario.
Spes gestisce anche le adozioni a distanza con cui è riuscita a mandare a scuola molti bambini. É già tanto, ma non basta. Quando portiamo sacchi di farina e sorgo negli asili, dove vengono cucinate minestre per i bambini, la miseria di quei piccoli studenti scalzi non finisce mai. Per loro è un giorno di festa, per i volontari
è una goccia in un mare di difficoltà dove si cerca il futuro.
Silvia Saracino