di Barbara Manicardi
Modena, 25 giugno 2012 - La devastazione post-sisma ha impressionato persino il Dalai Lama che, all’uscita dalla zona rossa di Mirandola e prima di incontrare gli sollati nella tensostruttura, ha affermato attonito: «E’ un disastro». Sì, lo è.
Ma sentirlo dire da lui, che di disastri nel mondo me ha visti davvero tanti, impressiona. E tocca il cuore la commozione che si leggeva chiara nel volto e negli occhi del capo religioso buddista. La Bassa ha paura, paura di essere lasciata sola, paura di essere dimenticata, paura che si spengano i riflettori. La visita lampo del Dalai Lama e, ancora di più, quella del Papa martedì, contribuiscono a tenere alta l’attenzione su un territorio in ginocchio, distrutto ma con la determinazione di rimettersi in piedi nel più breve tempo possibile.
Se questo verrà permesso. La gente della Bassa è pronta, si è già ‘arrotolata le maniche’. Diamogli ora i mezzi per ripartire e togliamo quanti più ostacoli inutili possibile. Dal «disastro» si può uscire, si deve uscire. Non è impossibile, è solo molto difficile. Del resto lo spiegamento di forze, capitanate da Vasco Errani (un abile amministratore che sa quello che fa) e dal capo della protezione Franco Gabrielli è considerevole. Come è sbalorditivo il numero di donazioni e sottoscrizioni (a partire da quella del nostro giornale con Mediaset) che si sono aperte. Lo stesso Dalai Lama ha portato alla Bassa 100mila dollari. Iniziamo a utulizzare questi soldi. Subito.
Barbara Manicardi