Dubbi su come verranno dati i soldi e su quanto si potrà spendere
Bologna, 28 luglio 2012 - IERI doveva essere un giorno di svolta per la ricostruzione post-terremoto in Emilia: approvazione in Senato del decreto sulla spending review (con dentro l’emendamento per sbloccare i soldi del sisma), in attesa del sì definitivo della Camera. Invece il voto a palazzo Madama è slittato a stamattina. Intanto, però, dai banchi del Pdl si sollevano critiche sull’emendamento che dovrebbe assicurare 6 miliardi per la ricostruzione di Emilia, Lombardia e Veneto. In particolare, denuncia il senatore Carlo Giovanardi, c’è poca chiarezza su due aspetti del testo: il meccanismo con cui i soldi verranno concessi e lo stanziamento complessivo.
SUL PRIMO punto, l’emendamento dice che le banche «possono contrarre finanziamenti, assistiti dalla garanzia dello Stato, fino a un massimo di 6.000 milioni di euro, al fine di concedere finanziamenti agevolati ai soggetti danneggiati dagli eventi sismici», e specifica che «in caso di accesso ai finanziamenti agevolati accordati dalle banche, in capo al beneficiario del finanziamento matura un credito di imposta, fruibile esclusivamente in compensazione, in misura pari all’importo ottenuto sommando alla sorte capitale gli interessi dovuti». Le perplessità riguardano le modalità con cui godere di questo credito d’imposta e se ciò interessi i cittadini o solo le banche.
SECONDO punto critico. Le modalità di erogazione del credito sono stabilite dal direttore dell’Agenzia delle Entrate «nel limite dell’autorizzazione di spesa di cui al comma 6», ovvero 450 milioni l’anno a partire dal 2013. Ciò significa che i 6 miliardi arriveranno dilazionati con rate massime di 450 milioni l’anno? Sul tema, dalla struttura del Commissario per la ricostruzione ieri è partita una prima nota esplicativa su come ottenere i sodi per ricostruire case e imprese, dove si spiega che il denaro sarà concesso anche ai cittadini che non hanno alcun tipo di reddito, che la normativa sarà immediatamente applicabile e che la questione del credito d’imposta riguarda solo banche e Agenzia delle Entrate. I cittadini dovranno presentarsi in banca (quelle che hanno aderito al protocollo dell’Abi), e, muniti di autorizzazione del Commissario per la ricostruzione, chiedere e ottenere il finanziamento.