Bastiglia e Bomporto (Modena), 18 gennaio 2017 - Oggi ricorre il terzo anniversario dell’alluvione causata dalla rottura dell’argine del fiume Secchia che, tra il 19 e 20 gennaio 2014, mandò sott’acqua Bastiglia e Bomporto. Tre anni dopo, la situazione è tornata alla normalità. Tutti sono rientrati a casa, qualcuno attende ancora i contributi per i danni. Terminati gli interventi urgenti di messa in sicurezza, oggi in Provincia ci sarà un incontro per fare il punto su quelli di miglioramento per Secchia e Panaro in partenza a breve con l’arrivo della bella stagione.

RISARCIMENTI

A Bomporto, è terminata la liquidazione dei contributi per le abitazioni. Mancano due casi, che riguardando anche i danni del sisma avevano più tempo per presentare la domanda, ma i contributi saranno liquidati a breve. A Bastiglia, le abitazioni danneggiate erano state di più. Salvo alcuni casi complessi, la liquidazione dei contributi per le prime case è terminata, mentre per le seconde sta partendo.

SICUREZZA IDRAULICA

I 65 interventi urgenti di messa in sicurezza idraulica, per circa 16 milioni, programmati tra il 2014 e 2015 si sono conclusi così come i 31 di manutenzione ordinaria e straordinaria per oltre 6,5 milioni di euro e i 7 avviati l’estate scorsa per 1,3 milioni. Per i lavori strutturali di miglioramento della sicurezza idraulica, invece, erano stati stanziati circa 20 milioni di euro. Quindici interventi si sono conclusi nel 2014-2015, terminati anche i 22 iniziati l’estate scorsa, tra i quali il primo stralcio dei prati di San Clemente a Bastiglia. Sono in fase di assegnazione 11 interventi su Secchia e Panaro (per quest’ultimo la progettazione è ancora in corso). L’importo è di 71 milioni di euro e i lavori riguarderanno l’adeguamento strutturale dei due fiumi (oltre a tre interventi sulle casse di espansione del Secchia) e il secondo stralcio di lavori sui prati di San Clemente dove le arginature esterne saranno alzate al livello del Naviglio.

‘ARGINELLO’ BOMPORTO Dopo l’alluvione del 2014, si era tornati a parlare di costruire una protezione per il centro di Bomporto. Il geometra Giulio Pignattari aveva lanciato una petizione per chiedere uno studio per verificare la fattibilità di costruire un ‘arginello’ a tutela del centro storico che, essendo in un ‘catino’, in caso di alluvione finisce sott’acqua. Le 776 firme raccolte furono consegnate, lo scorso febbraio, al Presidente della Regione Stefano Bonaccini in occasione della proiezione della simulazione della protezione che si vorrebbe costruire. «La Regione – spiega il sindaco Alberto Borghi – ha concluso lo studio, i dati saranno condivisi con i comuni limitrofi e a febbraio vorremmo illustrarli ai cittadini. La protezione del centro è fondamentale per tutelare la comunità e le attività che hanno riaperto o sono nate investendo sul nostro territorio».