Modena, 20 marzo 2017 - Prendere a pugni il bullismo; che non vuol dire usare violenza contro i bulli ma imparare attraverso uno degli sport più antichi del mondo il rispetto verso gli altri, l’autostima e il self control. L’accoppiata boxe e bullismo prende vita alle scuole medie Lanfranco e Mattarella grazie a un progetto che prevede fino ad aprile lezioni di boxe a ragazzi e ragazze impartite dagli istruttori della Boxe Ghirlandina Modena e dell’Accademia pugilistica modenese.

«La prima cosa che insegniamo a questi ragazzi è il rispetto delle regole – spiega Antonio Coppola della Boxe Ghirlandina – appena si entra in un palestra si saluta il maestro e l’avversario, sembrano cose banali ma insegnano che in primis c’è il rispetto per la persona». Ma cosa c’entra tutto questo con il bullismo? «C’entra eccome, perché la boxe è uno sport che aiuta a calmierare l’aggressività e aiuto tantissimo anche a livello intellettivo – aggiunge l’istruttore Marcello Maiocchi – come dicevamo insegna il rispetto, a guardare alla pari i compagni e a difendere se necessario i più deboli. E’ molto utile nel caso del gruppo, del branco che prende di mira un singolo. E’ necessario che tutti intervengano soprattutto con le parole; occorre fare capire al gruppo che non ci si può accanire contro un ragazzo o una ragazza sola, solo così possiamo sconfiggere il bullismo».

Antonio e Marcello di storie di adolescenti ne sentono tutti i giorni; prima di infilare i guantoni ascoltano quello che raccontano questi ragazzi, sanno benissimo che le sfide e le provocazioni basate su ‘sfottò’ e violenza sono molto diffuse nelle scuole e sono convinti che proprio attraverso la disciplina insita nello sport, si possa salire sul ‘ring’ della vita. La palestra delle medie Lanfranco nelle ore di boxe sembra il set di un film ambientato nelle periferie londinesi, quelle dove ci sono le scuole per ragazzi ‘difficili’. Studenti giovanissimi si allenano con corda e guantoni e le più motivate, fanno notare gli istruttori, sono proprio le ragazze, come Idra che incontriamo mentre è impegnata a schivare con abilità i colpi del maestro Coppola. «E’ uno sport che aiuta molto perché ti sfoghi – spiega la ragazza – può essere molto utile contro il bullismo perché riesci a difenderti ma soprattutto fa crescere l’autostima». «Io non sono mai stato vittima di bullismo – racconta Lorenzo – ma ho visto persone che erano state picchiate dai bulli, ho cercato di difenderli ma non ci sono riuscito, ora con la boxe mi sento più sicuro di me stesso, poi qui in palestra consoci altra gente, è un modo anche per divertirsi, per rilassarsi dopo la scuola». Il progetto non finisce ad aprile, da settembre 2017 a giugno 2018 infatti prenderà vita ‘Palestre Aperte’, otto lezioni gratuite di boxe per l’inserimento di ragazzi ‘problematici’ segnalati dalla scuola.