Modena, 12 gennaio 2018 - La quantità di cannabis terapeutica prodotta dallo Stato e importata legalmente dall’Olanda è terminata. Policlinico e farmacie modenesi sono sforniti da inizio dicembre. E, se tutto va bene, i primi rifornimenti arriveranno solo a fine mese. Centinaia i pazienti a rischio sofferenza. A vuoto i viaggi della speranza in altre città italiane, tanti sono stati costretti a rivolgersi al ‘mercato nero’. Ne abbiamo parlato con Sandro Meschiari, titolare della farmacia che, sul nostro territorio, l’ha commercializzata per prima nella primavera del 2016.

Quale è la situazione?

«Siamo dinnanzi a una emergenza tragica».

Sono tante le richieste?

«Continue. Adulti, genitori per i figli piccoli, comitati di pazienti: ogni giorno arrivano telefonate alle quali dobbiamo rispondere negativamente. E ogni volta è un enorme dispiacere».

Quando avete finito le scorte?

«A dicembre, ma la situazione era difficile già da mesi. Alla richiesta di un chilo, ne arrivavano 500 grammi. Le forniture erano dimezzate rispetto alle esigenze. Poi siamo arrivati al blocco».

Quale è la causa?

«Le ragioni sono numerose e differenti tra loro. Al primo posto vi è una errata stima del Ministero sul fabbisogno».

La domanda è superiore all’offerta?

«Notevolmente più elevata, di almeno il 300%».

Quando pensa si potrà tornare alla normalità?

«Non è dato a saperlo. La speranza è che la situazione si sblocchi a fine gennaio, inizio febbraio».

Quanti clienti le chiedono questo tipo di prodotti?

«Decine. Ma è difficile stabilirlo con esattezza visto che negli ultimi tempi sono arrivate tante richieste anche da altre regioni».

Tanti pazienti tentano viaggi all’estero per trovarla...

«Non credo sia una buona soluzione. Conosco personalmente diverse persone che si sono recate anche nel Sud Italia perchè c’erano farmacie che disponevano di piccole quantità».

C’è anche chi si è rivolto al mercato nero...

«Succede. Ma non dovrebbe accadere. Le piante non hanno i crismi di un farmaco, i principi attivi non sono controllati. E c’è il rischio che contengano pesticidi, metalli pesanti e sostanze nocive».

I rifornimenti sono legati anche a un recente bando del Ministero e della Difesa...

«Sì. Ma ci sono ritardi. Avrebbe dovuto risolversi entro dicembre e invece pare andare ancora per le lunghe. Voglio pensare che la situazione si risolva entro poche settimane. È un diritto dei pazienti».