Modena, 8 febbraio 2018 - Cowboy e principesse, pirati e gladiatori, Zorro e draghetti che sputano coriandoli al posto del fuoco, persino un piccolo astronauta che corre sui sampietrini di Piazza Grande (FOTO). La fantasia non ha fine, oggi, per la grande festa di Giovedì Grasso, e un’ondata di allegria si sprigiona da tutti, grandi e piccoli, mascherati e non, che animano le vie del Centro. L’aria profuma di zucchero filato, noccioline pralinate e bomboloni. Il cielo è solcato da palloncini di ogni forma e colore, qualcuno sfuggito di mano è già in volo verso l’ignoto. Mentre ancora si sente la banda, dopo la prima parte del corteo, che suona in piazza Mazzini con tanto di majorette, in Piazza Grande i modenesi sono già tutti in posizione. Anche quest’anno la città riserva un’accoglienza calorosa alle sue amate maschere di Carnevale, i Pavironica, arrivati da Bosco di Sotto per l’attesissimo Sproloquio. E, ancora una volta, i modenesi non vengono delusi.

Làciàditt

Sandrone, la moglie Pulonia e il loro Sgorghiguelo compaiono di lì a poco, acclamati dalla folla, una distesa di nasi all’insù. Dopo i saluti delle maschere ‘amiche’ da Fanano, Formigine, Mirandola e perfino Verona, il discorso di Sandrone ha inizio, con la solita dose di freschezza e ironia, che suscita a tratti gomitate e scoppi di risa tra il pubblico in ascolto. «Mudnés ed Mòdna, popolo ed San Zemiàn da Cugnint e di Vasco Rossi dla Zòca!» inizia Sandrone. Non poteva mancare un’allusione al Kom e al suo concertone da record. Poi è il turno dei cambiamenti climatici e delle stagioni sempre più calde, tanto che «per salvèr el besti a-i-avam duvû màtter sò l’aria condizionèda in dla stala».

Ma si parla anche di importanti novità per Modena, tra cui la nascita del ‘Parco della Creatività’ all’ex A.M.C.M., nuovo polo di innovazione e modernità pensato per le giovani generazioni, che ospiterà tra le varie cose un Co-working e un Open Space... «Ma mè a dégh: cun tanta roba straniera gh’érel ménga un bùs per fèr dal gnòch frétt ?». E così, tra scherzosi rimbrotti al sindaco, battute sulle imminenti elezioni, proteste per il traffico e il funerale del Modena Football Club, Sandrone si congeda dai suoi modenesi con un’ultima raccomandazione: «E come sèimper a m’arcmand tgniv stréch a la piòpa, ch’l’è po’ cla piòpa èlta e sácca piantèda in dl’umbréghel ed Mòdna e ch’l’a-s ciàma Ghirlandèina».