Carpi (Modena), 18 aprile 2017 - Morire a 34 anni il giorno di Pasqua. Le campane della Cattedrale avevano da poco suonato a festa per esprimere la gioia della risurrezione di Cristo, quando il cuore di Elena Gozzi ha smesso di battere per sempre. Se ne è andata così Elena, nella sua camera da letto, nell’appartamento di viale Nicolò Biondo in cui viveva con la madre Antonietta, rimasta vedova qualche anno fa. «L’ho sentita proprio quella mattina – racconta ancora sconvolta la sua migliore amica –: c’eravamo accordate per vederci nel pomeriggio. Poi ci siamo salutate perché doveva uscire a pranzo, con la madre e il fratello, per festeggiare la Pasqua».

Nel giro di pochi minuti tutto è cambiato: Elena ha iniziato a provare un forte senso di nausea e dolori al petto. Immediato l’intervento dei mezzi di soccorso: due ambulanze ed un’auto medica. «Quando la mamma di Elena mi ha detto che stava male – prosegue l’amica – sono corsa a casa sua: l’ho trovata sdraiata per terra, con gli operatori sanitari che cercavano di intubarla. Nulla da fare. È morta sul pavimento della sua camera».

Sono increduli e sconvolti i tanti amici della 34enne carpigiana: «Ho conosciuto Elena molti anni fa – racconta Andrea Taschini –: il ‘tramite’ era stato suo padre Enzo, per anni impiegato al Banco San Geminiano e San Prospero, con il quale avevo in comune la passione delle monete. Ne è nata una bellissima amicizia: Elena era gioia allo stato puro. Aveva creato un ‘accordo’ per quando ci si vedeva fuori: mai parlare di lavoro! Come sua madre, Elena era credente, e amava la vita e soprattutto viverla con gioia».

La giovane, impiegata a Carpi, non aveva mai presentato problemi o sofferenze al cuore. Il padre Enzo è morto qualche anno fa a seguito di complicanze dopo un intervento. Ma Elena stava bene. Sarà l’autopsia sul corpo della giovane a decretarne le esatte cause del decesso. «Eravamo amici da oltre otto anni. Elena era sempre allegra, solare: è così che voglio ricordarla», prosegue Max Pecoraro mentre mostra uno dei tanti selfie scattati insieme. La mamma Antonietta, abile sarta, è una fedele parrocchiana del Duomo: «Era così felice quando è venuto il Papa a Carpi – conclude Taschini –; ora solo la Fede potrà aiutarla a non impazzire di dolore».