Modena, 10 novembre 2017 - Un link che appare e scompare. Il sospetto che forse qualcuno, setacciando la rete, lo abbia già pescato, insieme alle immagini sexy di una sessantina di ragazzine, per la maggior parte modenesi e qualcuna reggiana, condivise su una chat di WhatsApp e finite sulla rete. È la misteriosa stranezza balzata agli occhi di Roberto Mirabile, presidente dell’associazione antipedofilia ‘La Caramella buona’, che ha segnalato mercoledì pomeriggio il link alla polizia postale di Bologna. Nella mattinata di ieri il collegamento internet alle cartelle con foto, video, nomi e cognomi delle ragazze era sparito: al suo posto comparivano il rassicurante disegno di una gallina e di un bruco, con una scritta che indicava il mancato trasferimento al contenuto iniziale del link. «Ma poco dopo le immagini delle ragazze – racconta Mirabile – sono ricomparse di nuovo. Un fatto che è successo più volte. Ho notato che nella barra dell’indirizzo di partenza sono stati cambiati qualche numero e lettera». Intanto, scrive il capo della procura dei minori di Bologna Silvia Marzocchi, «la pubblicità data a queste vicende è di pregiudizio per le minori, ancor più perché avviene prima che l’autorità giudiziaria sia informata e possa individuare eventuali reati, e impartire le opportune direttive, anche a tutela delle persone offese». E spunta una seconda ragazza, di appena quindici anni, finita sul web, che ci racconta la sua verità.

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Maria (nome di fantasia, ndr), come mai ti sei trovata coinvolta in questa vicenda?
«Questa primavera ho avuto una storia con un ragazzo di 17 anni. Lui mi aveva chiesto quattro mie foto tra marzo e aprile. Gliele ho spedite: in quegli scatti non ero nuda, ma in maglietta e slip davanti allo specchio. Mi fidavo di lui. Poi ci siamo lasciati».
Quelle immagini sono state la causa della vostra rottura?
«Non mi piaceva il suo atteggiamento».
Insisteva nel chiederti immagini?
«No, ma io non volevo una relazione più impegnativa, così ho deciso di chiudere».
Hai partecipato alla chat collettiva su Whatsapp?
«No e non ne sapevo niente. Ma ho scoperto che le mie foto sono finite su Internet».
Come lo hai saputo?
«Un mio amico ha visto il link e, senza dirmi nulla, mi ha chiesto: ‘Perché l’hai fatto?’. Io gli ho detto: ‘Ma le ho mandate a te?’. Lui ha risposto di sì. Ma io quelle foto le avevo date solo al mio ex. Il giorno dopo mio fratello e i suoi amici mi hanno mostrato un link dove c’erano le foto di una trentina di ragazze. Ho chiesto al mio amico come mai non mi avesse detto subito del link e lui si è scusato».










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Da quanto tempo circola questo link?
«Si è diffuso prima del 31 ottobre».
Le cartelle riguarderebbero una sessantina di giovani.
«Io ho visto un link con una trentina di ragazze. Io e i miei amici abbiamo controllato. Le immagini sono comparse, poi ricomparse. È possibile che ci siano anche diversi link o spezzoni in giro».
Ci sono altre tue amiche finite su Internet?
«Sì, due di quindici anni e una di sedici. Anche loro sono in reggiseno e slip, qualche scatto è con delle amiche».
Hai parlato con il tuo ex?
«Lui mi ha detto che gli hanno hackerato il telefono o il computer e che questo pirata del web ha voluto fare un dispetto a noi ragazze. Ma sembra che le foto di alcune ragazze siano state prese dalla sua galleria. Non so se credergli. Poi si parla anche di un altro possibile responsabile...».
Hai confidato qualcosa ai tuoi genitori?
«Al momento no. Per ora lo sanno solo mio fratello e le mie amiche».
Pensi di farlo?
«Per ora no. Sono imbarazzata».
Questa situazione è delicata.
«La sto vivendo male. Ho fatto uno sbaglio, ma pensavo che le foto rimanessero private, per il mio ex. E non mi sento sicura: temo che qualcuno se ne impossessi, anche un pedofilo». 













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