Modena, 5 dicembre 2017 - Il Guernica ‘garantisce’ un futuro alle rivendicazioni, dopo la nuova e inattesa occupazione del Cinema Cavour. Ma la diocesi insorge, chiedendo la restituzione degli spazi occupati e spiegando come la struttura appartenga al complesso detto del Paradisino, una Rettoria il cui legale rappresentante è don Luciano Benassi. «L’ex cinema, da tempo non a norma per l’apertura al pubblico, è stato destinato dalla Diocesi, grazie al lavoro della fondazione Auxilium, a diventare una seconda sede per la mensa Ghirlandina, un ulteriore spazio a servizio della città e dei poveri – spiegano dalla diocesi. L’iter per la nuova destinazione è già stato avviato: è stato realizzato uno studio di fattibilità, per l’adeguamento degli spazi alla nuova funzione ed è perciò stato chiesto all’ufficio tecnico del Comune l’accesso agli atti riguardanti gli edifici, per completare la progettazione. Il desiderio era quello, nel rispetto delle norme vigenti, di aprire la nuova mensa a fine 2018: l’esperienza della Ghirlandina di via Leodoino infatti, come dice Lorenzo Selmi, direttore della Fondazione Auxilium, dimostra che Modena ha esigenza urgente di spazi di ristorazione sociale. La diocesi chiede pertanto, nel rispetto della legalità, la restituzione degli spazi occupati».

L’irruzione a sorpresa nella struttura è avvenuta domenica (FOTO), durante il corteo non autorizzato del collettivo, tenuto d’occhio dalla polizia. «Con la manifestazione e l’occupazione del Cavour 50 – affermano dal centro sociale – sia come Guernica sia come galassia di cittadine e cittadini riunitisi intorno al Cinema Olympia e divenuti un vero e proprio movimento culturale a sè stante, che ha dimostrato la capacità di immaginare una città diversa (e di saperla costruire), non solo abbiamo voluto rispondere al muscolare sgombero dell’Ex Cinema Olympia del 1 dicembre, ma anche alla gestione politica dello stesso».

Per il Guernica Il Cinema Cavour 50 rappresenta un’assicurazione degli spazi sociali ed una garanzia per le future rivendicazioni. «E la costruzione della mensa nel Cinema Cavour ovviamente non è un problema. Almeno troveranno ancora più pulito quando verranno a fare i lavori. E, se davvero non si tratta del solito progetto avanzato all’ultimo secondo per screditare chi autogestisce spazi, allora che anche la Curia modense, proprietaria del luogo chiuso dai primi del 2000, riconosca il problema».