Modena, 26 maggio 2017 - Per tutto il giorno il suo telefono ha continuato a squallare, con chiamate e messaggi: «Ho avvertito un grande e importante sostegno e incoraggiamento anche dagli amministratori locali. Vuol dire che abbiamo seminato bene», dice la dottoressa Martina Bagnoli, direttrice delle Gallerie Estensi che abbracciano la storica Galleria Estense di Modena, ‘casa’ di Francesco I di Bernini e di Velazquez, il Palazzo Ducale di Sassuolo e la Pinacoteca Nazionale di Ferrara, incastonata nel Palazzo dei Diamanti, oltre al Lapidario Estense e alla Biblioteca Estense di Modena

Martina Bagnoli è fra i cinque direttori dei musei italiani, individuati due estati fa con una selezione internazionale, che si sono visti ‘bocciare’ la nomina dal Tar del Lazio. In pratica, i musei riuniti nelle Gallerie Estensi si sono ritrovati – di punto in bianco – senza un direttore. «Certo, anche per me è stata una sorpresa», ammette Martina Bagnoli che abbiamo raggiunto a Baltimora, negli States, dove il figlio Mario, a 22 anni, si è laureato in Affari internazionali alla John Hopkins University. Baltimora è una città - chiave nella vita della dottoressa Bagnoli: lei stessa vi ha conseguito il PhD, dopo la laurea a Cambridge, e dal 2003 è stata curatore capo del Walters Museum. Ha lasciato gli States proprio per trasferirsi a Modena e tornare in Italia, il Paese che adesso sembra darle una delusione. 

Al concorso di due anni fa, Martina Bagnoli ha presentato la candidatura per diversi musei ed è sempre stata in pole position nelle graduatorie. Fra i candidati per l’Estense c’erano anche Marco Pierini, l’ex direttore della Galleria Civica di Modena, dimessosi in polemica col Comune (e poi nominato alla Galleria Nazionale dell’Umbria), Stefano Casciu, l’ex soprintendente che ha seguito anche la riapertura della pinacoteca, dopo il sisma (oggi direttore del Polo museale della Toscana), e Mauro Felicori, già dirigente del Comune di Bologna, poi assegnato alla Reggia di Caserta.

La scelta è caduta sulla dottoressa Bagnoli, che si è insediata di fatto nel dicembre 2015: il ministero ha voluto riunire sotto le sue ali varie collezioni estensi, quelle modenesi e quelle ferraresi, in pratica moltiplicando le sue responsabilità. «Ritengo che siano state messe in campo tante iniziative e che si sia creata anche una bellissima alleanza con le amministrazioni locali,, con le città e con tanti donatori – aggiunge -. Sarebbe infelice se tutto questo venisse a cessare per una decisione che reputo un po’ forzata».

Lo scorso anno le Gallerie Estensi hanno attratto complessivamente circa 110mila visitatori: quasi 24.500 all’Estense di Modena, 22.400 al Palazzo Ducale di Sassuolo, 17.730 al Lapidario modenese e 45.174 alla Pinacoteca di Ferrara. Certo, c’è ancora da fare per riaccendere i riflettori su questi meravigliosi musei, ma la strada è avviata. E ora cosa succederà? «Confido nel ricorso al Consiglio di Stato, e voglio restare ottimista – risponde Martina Bagnoli –. Ora però desidero godermi queste giornate di gioia con mio figlio. E al rientro, vedremo».