Modena, 19 marzo 2017 - «Un paziente modello, disponibile e attento. Gentile. Ha avuto un decorso regolare e l’intervento è perfettamente riuscito». All’Hesperia Hospital di via Arquà, clinica accreditata scelta da tanti ‘vip’, ma dove vige il totale riserbo, l’operazione ed il ricovero di Gino Paoli non potevano certo passare inosservati. Il noto cantautore 83enne, nato a Monfalcone, come da anagrafe, di scuola genovese ma modenese da molto tempo (moglie, casa e figlio sotto la Ghirlandina), è arrivato lunedì scorso nella clinica, stanza 408, martedì è stato sottoposto ad un intervento endovascolare programmato per un aneurisma alla aorta addominale e venerdì ha lasciato la struttura.

Poco dopo essere uscito, la lettera inviata alla nostra redazione dove ringrazia i medici dell’Hesperia; la notizia dell’operazione, pubblicata così sul Carlino di ieri, già al mattino aveva fatto il giro d’Italia, ripresa dalle principali agenzie. Tant’è che nel pomeriggio Paoli è intervenuto direttamente attraverso il suo profilo Facebook, per dare un aggiornamento sulle condizioni di salute a tutti i fan, accompagnato da una fotografia che lo ritrae in cortile con l’immancabile sigaretta: «Cari amici – le parole del cantautore – vi ringrazio per la partecipazione alla mia avventura, anche se non era niente di grave. Come vedete sto già bene».

In effetti l’intervento affrontato, che è durato quasi due ore e mezza, era programmato da un po’, non era, insomma, un’operazione urgente. Paoli, a quanto trapela, ha avuto un aneurisma alla aorta addominale, monitorato fino a quando, tra un concerto e l’altro, si è deciso di intervenire. Non un’operazione chirurgica vera e propria: gli è stato applicato uno stent, intervento all’interno della ‘sala ibrida’ dell’Hesperia. «Ha affrontato il tutto nelle migliori condizioni – assicura Stefano Reggiani, direttore sanitario dell’Hesperia –, il decorso è stato regolarissimo e credo che presto potrà rimettersi al lavoro, a fare concerti. Di certo ci ha fatto molto piacere che sia venuto qui da noi, anche perché sicuramente un personaggio di quella caratura poteva andare dove voleva, dunque, oltre al rapporto di amicizia che ci lega personalmente da tempo, credo che anche la reputazione della clinica lo abbia indotto a fare questa scelta».

A confermare come per gli appuntamenti già fissati dall’83enne non dovrebbero esserci particolari sorprese è l’entourage: «Sta bene, si è preso solo qualche giorno per riposarsi, ma tutti i concerti che sono stati fissati da qui a breve non sono in dubbio. D’altra parte l’intervento era previsto ed è perfettamente riuscito. Sta benone». Tante, tantissime, le telefonate che Paoli pare abbia ricevuto nella giornata di ieri, appena la notizia è trapelata.

Tra i primi ad interrogarsi subito sulle condizioni dell’autore con una telefonata pare sia stato Arbore. «Vip nella nostra clinica durante il suo ricovero? Nulla si può dire in merito – spiega Giovanni Roncaglia, che all’Hesperia è vice direttore sanitario –, di certo dalla nostra clinica sono passate tante persone note, ma, ovviamente, nulla di più si può dire». Proprio l’Hesperia, secondo i dati di Agenas (Agenzia sanitaria delle regioni italiane) è nelle posizioni di vertice a livello nazionale per il basso numero di complicazioni a seguito di interventi soprattutto, ma non solo, di natura cardiaca.