Modena, 6 novembre 2017 - Arrivano silenziosamente scrutando preoccupati il cielo minaccioso. Tra le mani un fiore da posare nel prato in fondo a via Massarenti dove nei prossimi giorni cominceranno i lavori per la realizzazione del nuovo stabilimento Gls. Il meteo si dimostrerà clemente per un’ora, giusto il tempo per permettere ai circa 200 modenesi accorsi per la manifestazione di passeggiare tra i luoghi del degrado, dal parcheggio di Porta Nord fino al terreno dell’imminente cantiere del polo logistico. Promossa da Mobastacemento, la camminata di ieri è stata una sorta di seconda puntata della mega-biciclettata che lo scorso settembre aveva richiamato quasi mille persone per dire No alle nuove palazzine in via Morane.

I VOLTI che alle 16 si riconoscono alla partenza sono una rappresentazione eterogenea degli attori coinvolti nella mobilitazione contro la politica urbanistica della Giunta Muzzarelli: oltre a Mobastacemento, c’è una delegazione di ‘RespiriaMo aria pulita’ della Madonnina, di ‘Modena Salute Ambiente’ e di tante altre realtà riunitesi sotto l’etichetta dei ‘Comitati in Rete’. Immancabile – siamo nel ‘loro’ territorio e hanno dato il là alla protesta – una compagine di residenti di viale Gramsci. Presente anche un pezzo di politica locale, dai 5 Stelle con la consigliera regionale Gibertoni e il capogruppo cittadino Rabboni a Marco Chincarini di ‘Per Me Modena’ e Andrea De Pietri di Sinistra Italiana. Assente il Pd, che nei giorni scorsi aveva più volte rilanciato sull’avvio di un dialogo costruttivo coi comitati. Il gruppo, una volta lasciata Porta Nord, imbocca ordinatamente via Finzi varcando una delle zone più ‘calde’ – in fatto di degrado – sotto la Ghirlandina. Primo stop davanti alle ‘rovine’ della ex Pro Latte, da anni trasformatasi in una discarica a cielo aperto, regno di tossici e balordi.

«PERCHÉ prima di costruire ex novo il Comune non pensa a riqualificare situazioni del genere?», chiede Pietro Rivasi, tra i fondatori di Mobastacemento. Dall’altra parte della strada c’è l’area abbandonata dell’ex Mercato Bestiame con gli scheletri dei cantieri bloccati divorati dalle erbacce. «Un altro esempio di malagestione urbanistica – prosegue Rivasi -. Quando realizzeranno le nuove palazzine chi verrà ad abitarci?». Scendono le prime gocce di pioggia e i 200 ‘ribelli’ raggiungono il terreno in via Massarenti per colorare il prato incolto di fiori. Gli ombrelli si aprono e la protesta sale.

«In questo modo – dice un altro dei referenti di Mobastacemento, Gianmario Sannicola – diamo simbolicamente addio all’ennesimo pezzo di città. Vogliamo essere chiari: nessuno di noi è contro lo sviluppo legittimo di Gls, ma siamo convinti che ci sia un modo diverso di immaginare il territorio. Costruire un polo logistico vuol dire aumentare traffico e inquinamento nel quartiere. C’è davvero bisogno di consumare ancora suolo vergine, quando esiste una zona industriale dall’altra parte della tangenziale e al contempo tantissimi contenitori dimenticati da rigenerare?».