Modena, 9 gennaio 2018 - E’ ufficiale: viale Gramsci fa ricorso al Tar contro la costruzione del nuovo stabilimento Gls in via Massarenti. Come anticipato dal Carlino prima di Natale, il comitato di residenti si è mosso in tempi record per avviare una raccolta fondi in vista della probabile azione legale e l’obiettivo è raggiunto.

A illustrare le motivazioni alla base del ricorso, è stato ieri uno dei portavoce del gruppo di cittadini Andrea Giordani, accompagnato dall’avvocato Emanuel Tranchino e il dottore e praticante Francesco Poliselli. «Vogliamo far valere i nostri diritti. Non abbiamo nulla contro il polo logistico - assicura Giordani - ma deve essere realizzato altrove. Con il progetto Periferie l’area acquisirà una vocazione ancora più residenziale e quel terreno deve restare un pezzo di verde a disposizione dei residenti. In caso contrario, il nuovo stabilimento porterà soltanto altro traffico e inquinamento». E per Tranchino e Poliselli ci sono tutti gli estremi per impugnare la delibera di ottobre con cui l’amministrazione ha dato il via libera ai lavori, iniziati già da diverse settimane.

La struttura produttiva di 4.300 metri quadrati consentirà l’ampliamento dell’attività di Gls, attualmente in affitto a Ponte Alto. «Abbiamo già notificato il ricorso e lo depositeremo al Tar nei prossimi giorni. A nostro avviso l’assetto dell’area in questione di via Massarenti andava definito mediante il Piano particolareggiato e non con un permesso a costruire convenzionato. A dirlo è anche il Testo coordinato di Psc/Poc e Rue». E il primo pronunciamento che si attende dal Tar è la sospensiva per bloccare l’intervento. «Ci speriamo – spiegano il legale e il dottore -. Contiamo di avere un responso già nel mese di febbraio, poi nel caso si entrerà nel merito dello strumento urbanistico attuato dall’amministrazione».

Soddisfatto della mobilitazione dei residenti il portavoce Giordani: «Ci siamo mossi in tempi strettissimi a lavori oltretutto già cominciati. Nonostante ciò, il ricorso al Tar è stato sottoscritto da una quarantina di abitanti e grazie ai contributi individuali siamo già riusciti a coprire metà dei costi legali pari a circa 6mila euro».