Castelfranco (Modena), 6 ottobre 2017 - La storia di Marco Baruffaldi, 21enne castelfranchese, è innanzitutto un enorme, potentissimo manifesto contro il bullismo. Forse più efficace di tante iniziative che sullo stesso tema, alla fine, risultano un po’ artefatte o edulcorate. Invece Marco, ragazzo con la sindrome di down e vittima a lungo silenziosa dei bulli, si racconta senza moralismi e con la giusta dose, per così dire, di ‘buona cattiveria’ verso i suoi aguzzini. Che lui non ha perdonato, nonostante le scuse (tardive) ricevute, e che tutto sommato lo hanno fatto crescere. Fino ad ispirargli anche una canzone, magari destinata al successo.

«Nel 2011 – spiega Marco – sono stato male e ho passato molto tempo in ospedale. La mia passione per la musica è nata lì, per farmela passare ascoltavo di tutto: rock, blues, country. Soprattutto rap, il mio genere preferito. Il mio idolo è Eminem. Credo di aver superato quei momenti grazie alla musica. Ora suono la batteria e frequento un corso di canto e composizione di testi. E un giorno è nata questa canzone: il video è già su Youtube, s’intitola ‘Siamo diversi tra noi’. Ho scritto io le parole ed ora stiamo cercando di incidere un disco, che contenga anche altre mie canzoni».

Ma è il testo del brano, un rap melodico semplice e diretto, a chiarire ‘il’ motivo. Con frasi come «Sai ci sono anch’io a questo mondo, servo pure io» o «Non giudicare il mio corpo, anche se è un po’ storto, io abito qua», che graffiano più del previsto. «A scuola qualche anno fa – racconta Marco senza fronzoli – sono stato vittima di un bullo, per tanti mesi. Mi picchiava tutti i giorni, mi offendeva: me ne ha fatte di tutti i colori. Gli altri miei compagni ridevano e lo incitavano a continuare, non mi hanno mai difeso. Non ho detto niente a nessuno perché avevo paura che lui mi facesse di peggio per vendicarsi (in seguito la questione è venuta a galla ed è stata risolta assieme ai genitori senza denunce formali, ndr) . Dopo un anno ha perso interesse per me e un giorno, dopo un altro anno, senza un motivo si è avvicinato e mi ha chiesto scusa per tutto. Ma io non l’ho perdonato e non lo farò mai: nessuna pietà, me ne ha fatte troppe. E di lui, ora, non mi interessa più niente. Dopo quell’esperienza sono cambiato, mi sento anche più buono. Ora ho capito che ognuno nella sua diversità è unico, che i nostri difetti sono anche le nostre qualità. Io ho trovato nella musica la molla per reagire. Con la mia canzone voglio dire a chi ha subito certe brutte cose di farsi forza e di credere in se stessi. Sempre».

Pare che ‘Siamo diversi tra noi’ abbia già attirato l’interesse di qualche produttore: si vedrà. In caso di incisione, il ricavato dalle vendite del disco sarà reinvestito in progetti per ragazzi disabili, tramite l’associazione locale ‘Diversamente abili diversamente arte’ presieduta dal papà di Marco, lo scultore Arnaldo Baruffaldi.

Nel frattempo il video del brano sul web continua a guadagnare visualizzazioni. Mentre Marco coltiva il suo sogno: «Vorrei diventare il grande battersita di un gruppo rock. Però sto coi piedi per terra, altrimenti dicono che mi sto motando la testa e non va bene...».