Modena, 8 agosto 2017 - Si indaga per omicidio colposo, a seguito della morte di Mattia Dall'Aglio, noto nuotatore di 24 anni, avvenuta domenica, mentre si allenava al sollevamento pesi. A spiegarlo, dettagliatamente, è il procuratore capo Lucia Musti: “La procura della Repubblica ha aperto un fascicolo a seguito della morte del nuotatore, l'ipotesi per cui si lavora è l'omicidio colposo e ovviamente daremo anche degli avvisi di garanzia ad uno o più indagati. Perché ci sarà un atto garantito, ossia un'autopsia che sarà fatta con tutti i crismi, con ogni accertamento possibile, anche sui liquidi biologici, non solo per accertare lo stato di salute del ragazzo, prima appunto della morte, ma anche qualora avesse assunto dei farmaci di qualunque natura che – aggiunge Musti - potrebbero, chissà, aver cagionato una situazione di pericolo, che può aver cagionato, insieme ad altri fattori, ma ripeto, parlo di ipotesi, la morte. Quindi ai fini poi di opporre i risultati di questa autopsia agli indagati che potrebbero contestare anche l'esito dell'autopsia stessa, a questo fine daremo avvisi di garanzia, a garanzia degli indagati.

Lavoriamo su ipotesi a 360 gradi. In primo luogo c'è lo stato di salute del ragazzo, che anche se sportivo e giovane potrebbe aver avuto, parlo sempre di ipotesi, anomalie congenite delle quali non si è a conoscenza e, come accaduto in altri fatti analoghi, anomalie che a un certo punto saltano fuori e possono contribuire a cagionare l'evento mortale. In primo luogo lavoreremo sul corpo del povero ragazzo e lo analizzeremo in ogni dettaglio”.

L'altro capitolo che la magistratura andrà a scandagliare, il fascicolo è affidato al sostituto procuratore Katia Marino, è il luogo del decesso. “Ovvero – prosegue il procuratore - quello che viene chiamato palestra. Ma quella non è una palestra. Una palestra, come sappiamo, deve avere varie autorizzazioni quindi sono diverse autorità che interferiscono quando si apre una palestra. Non si tratta di una palestra ma di una stanza attrezzata alla buona con macchine, diciamo così, per fare palestra. Questa stanza attrezzata è priva di docce ed aria condizionata. Infatti il ragazzo è stato trovato da un signore che passava e che ha visto la porta aperta. Il ragazzo è entrato lì in assoluta solitudine. Questo luogo attrezzato a 'sala macchine' è in uso ad un numero limitato di persone che accedono attraverso una chiave detenuta dal bar.

Quindi abbiamo, piscina, 'palestra' e bar, che – aggiunge Musti - pare aveva anche un elenco di persone che potevano accedere. La situazione è quindi complessa. Servono accertamenti non solo autoptici ma anche di ricostruzione dei fatti. Giovedì sarà dato l'incarico al medico legale che di solito impiega due mesi per concludere la sua relazione. Nel frattempo continuiamo ad indagare. La proprietà della struttura? Pare che sia dei vigili del fuoco, data poi in uso ad associazioni di volontariato sportive che gestiscono questi luoghi, un fatto abbastanza diffuso questo. Quanti indagati? Non rispondo a questa domanda. Il giovane potrebbe essere entrato in quella stanza intorno alle 14 e 30. Potrebbero essere trascorse tre, tre ore e mezza, prima del ritrovamento da parte del passante”.

Lo strazio del padreIl cordoglio del mondo del nuoto 

LAUREA ALLA MEMORIA - L'università di Modena e Reggio Emilia (Unimore), accogliendo la sollecitazione del rettore, Angelo Andrisano, "si sta adoperando per adempiere le procedure necessarie a consegnare nella prossima sessione di laurea autunnale del dipartimento di Comunicazione ed economia la laurea alla memoria a Mattia Dall'Aglio".