Modena, 10 agosto 2017 - Saranno tre i medici legali che eseguiranno l’autopsia sul corpo di Mattia Dall’Aglio, il nuotatore 24enne originario di Montecchio Emilia stroncato da un malore domenica pomeriggio nella sala pesi degli ‘Amici del nuoto’ attigua alla piscina dei vigili del fuoco, in via Formigina. Stamattina il pm Katia Marino conferirà l’incarico alla dottoressa Eleonora Tore del Policlinico, mentre il legale dei due indagati, l’avvocato Giulio Garuti, ha nominato il dottor Sabino Pelosi. Anche i familiari di Mattia si avvarranno di un consulente. L’obiettivo, per tutti, è lo stesso: scoprire che cosa abbia stroncato l’atleta, morto mentre faceva stretching nella saletta, da solo.
    
Gli indagati per omicidio colposo (VIDEOsono il presidente e il tecnico dell’associazione ‘Amici del Nuoto’ che ha da anni in gestione la piscina del comando dei vigili del fuoco: Mirco Merighi e Luciano Landi, profondamente addolorati per la tragedia che ha colpito Mattia, al quale erano molto legati. La Procura vuole fare chiarezza sulle misure di sicurezza nella saletta - sequestrata dalla squadra mobile martedì - che era sì attrezzata con strumenti ginnici ma non può essere considerata una vera palestra poiché priva di docce e spogliatoi, ad esempio. In particolare, l’inchiesta vuole accertare se Mattia potesse stare da solo nella stanza: se con lui ci fosse stato personale qualificato, si sarebbe potuto salvare, anche alla luce della presenza di un defibrillatore? (tra l’altro usato, ma tardivamente, quando è stato rinvenuto il corpo).

Secondo la versione degli indagati, trattandosi di un luogo privato, a cui avevano accesso solo 4 atleti che prelevavano le chiavi dal bar tra cui Mattia, non sussisterebbero gli obblighi previsti per le palestre. Per chiarire ciò la squadra mobile, a cui è affidata l’inchiesta, ha acquisito tutti i documenti autorizzativi in possesso dell’associazione e sta sentendo vari testimoni. La polizia ha acquisito anche i filmati di una telecamera che, da una distanza di una decina di metri, ha ripreso Mattia mentre faceva allungamenti. Il corpo senza vita del ragazzo è stato trovato alle 17 da un vigile del fuoco, che ha chiamato i colleghi tentando una rianimazione disperata. Ma ormai era tardi. Mattia era già morto. «Sembrava stesse dormendo, credevo si fosse appisolato», ha detto il pompiere agli inquirenti.

L’ipotesi è quella che il 24enne abbia avuto un malore, ma si sarebbe potuto salvare se in palestra ci fosse stato qualcun altro? Mattia aveva preso farmaci o sostanze che possono averlo ucciso? Soffriva di qualche malattia congenita magari ignota? L’anemia di cui era portatore, confermata dal padre, può avere influito? Tutti interrogativi che solo l’autopsia potrà sciogliere. I risultati dell’esame autoptico, che probabilmente comincerà già oggi pomeriggio, saranno comunque pronti tra varie settimane poiché il pm richiederà analisi scrupolose che comprendono anche accertamenti tossicologici. Non è escluso che nei prossimi giorni la lista degli indagati possa allungarsi.