Sassuolo (Modena), 21 giugno 2016 - Sono 12 gli indagati per la morte del piccolo Adam, il figlio di Tania di Perna e Asdin Amarda, deceduto all’ospedale di Sassuolo subito dopo il parto venerdì mattina. La procura di Modena ha aperto il fascicolo per omicidio colposo così da poter interloquire con tutte le figure professionali che si sono prese cura della ragazza di 38 anni e accertare come si sono svolti i fatti prima e durante la gestazione: non solo il personale ospedaliero dunque, ma anche medici e professionisti del mondo socio-sanitario che hanno assistito la paziente in questi mesi.

L’obiettivo è «sapere cosa è accaduto, appurare se ci sono responsabilità», come chiede la famiglia seguita dal legale Nicoletta Tietto.

Intanto ieri mattina la famiglia ha fatto il riconoscimento della salma, mentre per l’autopsia bisognerà attendere domani. Nei giorni successivi sarà celebrato il funerale del piccolo morto a quanto pare a seguito del distacco della placenta dopo il cesareo d’urgenza.

Tania è ritornata a casa dopo questi giorni tragici e cercherà di riposare. «Faremo tutti i passaggi necessari per capire cosa è successo, è impensabile morire così nel 2016», riflettono la mamma di Tania e il fratello Daniele dalla casa di Castellarano dove la famiglia sassolese è andata ad abitare.

Tania, ancora molto provata, affida a Facebook il tormento di questo periodo: «E si torna a casa...senza il mio piccolo e senza salute. Distrutta psicologicamente. E fisicamente». Poco prima aveva inviato un messaggio al suo piccolo ovunque si trovi: «La mamma è con te, sempre». Nelle parole c’è anche la fatica di spiegare cosa è accaduto, senza in realtà saperlo ancora, agli altri figli, di 18, 8 e 4 anni.

Il calvario di Tania raggiunge il punto più difficile nella notte tra giovedì e venerdì quando la donna viene ricoverata con forti dolori che fanno presagire il parto imminente: aveva superato infatti da tre giorni il nono mese.

Venerdì subito dopo il ricovero, la situazione è precipitata: i medici hanno deciso di sottoporre Tania a un taglio cesareo d’urgenza. Alle sette meno dieci, il bambino è nato ma presentava già gravi complicazioni. «Tutte le manovre di rianimazione – hanno spiegato dall’ospedale in una nota all’indomani del decesso – messe in atto dai sanitari sono risultate vane». Dopo 25 minuti dalla nascita, i sanitari non hanno potuto che constatare la morte del neonato.

Nell’ultima settimana tra l’altro si era presentata diverse volte in ospedale, sempre per le stesse fitte. Visitata dai sanitari, era stata rimandata a casa perché non c’erano le condizioni per il parto.