Modena, 12 novembre 2015 - Non è semplice indicare una rotta di comportamento o anche una semplice opinione sulla vicenda che riguarda Earvin Ngapeth (il francese ha investito tre persone con l’auto fuori da un locale ed è scappato). Non lo è e non lo sarà per Modena Volley, che per ora ha sospeso a tempo indeterminato il francese e a oggi ha solo due certezze: che una condanna, per quanto negli auspici attenuata, ci sarà; ma al contempo arriverà in tempi non così stretti, e una decisione sul se, sul come e sul quando far rientrare il giocatore in campo andrà presa presto, prima della sentenza, con alcune società che stanno già sondando il terreno, pronte a ‘perdonare’ Ngapeth se Modena non vorrà continuare con lui (ipotesi per ora da scartare). Ngapeth stesso aveva espresso solo qualche settimana fa la volontà di rimanere in gialloblù, dimostrata chiedendo un prolungamento del contratto (al rialzo) di cinque anni.

Si andrà avanti? Lo spogliatoio lo riaccoglierà compatto, con lo stesso clima? Non è facile esprimersi sulla vicenda nemmeno per i veterani della pallavolo sotto la Ghirlandina, che pure ne hanno viste tante, durante le loro carriere. Già due decani del volley geminiano, i fratelli Guidetti, hanno pareri diversi. «La decisione da prendere è difficilissima – racconta il prof Paolo Guidetti – e anche se mi ritrovo a essere generalmente molto drastico su certi comportamenti, mi dico anche che la società deve aiutare questo ragazzo, comportarsi come una famiglia. Non vorrei esserci io, a decidere cosa fare, e credo che la persona più adatta cui va lasciata la libertà di scelta e gestione sia l’allenatore Angelo Lorenzetti, le cui qualità umane (oltre che tecniche) sono indiscutibili».

Adriano Guidetti invece vaglierebbe altre strade: «Il giocatore ha dimostrato di essere inaffidabile, da un punto di vista umano ma anche sportivo. È un atleta eccezionale, ma troppe cose si sommano ormai. Fossi nella società mi muoverei per cercare un altro». Franco Bertoli, l’indimenticato capitano della Panini ora commentatore Sky, vede il campo come una ‘terapia’: «Giudicare da fuori è sempre molto difficile – commenta ‘Mano di pietra’ – perché ci sono elementi che conoscono soltanto i protagonisti, la presidente Pedrini, il ds Sartoretti, Lorenzetti e ovviamente il giocatore su tutti. Che questo ragazzo commetta sciocchezze reiterate è fuori di dubbio, ma penso che la sua ‘guarigione’ passi dal campo. Con le dovute punizioni, coi giusti tempi e senza giustificare in nessun modo ciò che di terribile ha fatto, io cercherei di re-inserirlo in squadra. Ma deve prendere un impegno con se stesso».

Infine più neutro Eugenio Gollini, procuratore tra i più noti a livello internazionale: «Le notizie riportate dai giornali e i rumors della piazza non sono sufficienti per poter esprimere un giudizio serio e fondato. Solo la società, che conosce tutti i dettagli, potrà scegliere la miglior via da percorrere». Intanto le condizioni del più grave dei tre feriti ieri sono decisamente migliorate.