Modena, 28 settembre 2017 - Il caso Earvin Ngapeth potrebbe ridimensionarsi, quantomeno per quel che riguarda le contestazioni che vengono mosse nei confronti dello schiacciatore francese del Modena Volley. La vicenda in città, e anche oltre, la conoscono un po’ tutti. A fine 2015, dopo giorni di grande interrogativi soprattutto nel comando della polizia municipale di via Galilei, il pallavolista si è fatto avanti confessando di essere lui l’automobilista che in via Argiolas, non lontano da un noto locale, ha investito in piena notte tre quarantenni reggiani che si stavano allontanando a piedi. Enrico Lusetti, Davide Maccagnani e Riccardo Ferrarini. Se i primi due se la sono cavata con un grande spavento e lesioni guaribili, il terzo, Ferrarini, ha riportato conseguenze piuttosto, anzi decisamente, serie (rispetto alle quali, però, spetta a un perito medico legale pronunciarsi quando sarà possibile).

Quella notte Ngapeth non ha prestato soccorso. Se n’è andato come se niente fosse. Ieri il caso è tornato in tribunale, dove la stella mondiale del volley è chiamato a rispondere, ne va di conseguenza, di lesioni colpose e omissione di soccorso, con giudizio immediato. L’avvocato che lo difende, Andrea Mattioli, ha ottenuto un rinvio al 28 marzo dell’anno prossimo. Gli avvocati dei quarantenni investiti (Stefano Marchesini ed Enrico della Capanna) non si sono opposti. Si sta infatti lavorando affinché le assicurazioni risarciscano i danni a tutti e tre. Se ciò dovesse accadere, potrebbe essere rimessa la querela per le lesioni colpose. Potrebbe. Il reato di omissione di soccorso è procedibile, invece, d’ufficio. Ngapeth ha precedenti per rissa, guida senza patente e aggressione a un controllore.