Modena, 5 ottobre 2017  – Una truffa da cinque milioni accertati, sette quelli che si suppone siano stati sottratti in complessivamente: 35 persone offese (solo 20 quelle che hanno denunciato), 23 famiglie, 13 sono pensionati.

Numeri che fanno impressione, quelli legati ad Alessandro Ansaloni, ‘promotore finanziario’, almeno così si presentava, modenese di 54 anni, arrestato dalla Guardia di Finanza, insieme al proprietario di una tabaccheria, sempre in città, che metteva a disposizione i suoi conti correnti per far circolare il denaro senza dare troppo nell’occhio.

Secondo le complesse indagini coordinate dal procuratore della Repubblica Lucia Musti e dal pubblico ministero Claudia Ferretti, il 54enne modenese avrebbe applicato l’ormai noto ‘schema Ponzi’: un sistema attraverso il quale un intermediario, promettendo lauti guadagni, riesce a convincere un numero inizialmente limitato di investitori ad affidargli notevoli somme di denaro che, in parte, vengono poi utilizzate per corrispondere ‘finti’ interessi ed aumentare, così, l’appetibilità dell’investimento, dando il via ad un circolo ‘vizioso’ in grado di attirare nuovi clienti, a loro volta remunerati con le provviste fornite dai precedenti. Il tutto avviene senza alcun reale investimento in titoli, cosicché il promotore, una volta accumulato un patrimonio sufficiente ai suoi scopi, possa far perdere le sue tracce lasciando alle proprie vittime ingenti perdite economiche.