Modena, 7 novembre 2017 - Verona Popescu è incapace di intendere e di volere. Soffre, infatti, di un disturbo delirante persecutorio.

L’ex badante, 50enne, originaria della Romania, che nel giugno scorso in via Mar Adriatico ha accoltellato il compagno Claudio Palladino di 63 anni è stata sottoposta ad una perizia psichiatrica nell’ambito dell’incidente probatorio che in tribunale è stato aperto dopo il delitto e che ormai si sta concludendo. Secondo l’elaborato, la 50enne soffre di disturbo delirante persecutorio: un quadro delirante a carattere persecutorio, in assenza di esame della realtà, la non condivisione del quale ha portato a fomentare un vissuto di solitudine e frustrazione, esploso poi nell’azione delittuosa.

Dubbi sulla lucidità della donna erano emersi immediatamente dopo il delitto, quando la 50enne, dopo aver chiamato la polizia dentro la casa di via Mar Adriatico, dove viveva con Palladino, aveva anche riferito di aver ucciso il compagno perché ‘contaminato’, allargando poi la ‘contaminazione’ anche ad aria ed acqua. Per tale la regione la procura, col pm Lucia De Santis, coordinando le indagini della squadra mobile della polizia di Stato, aveva subito cercato di capire se dietro a tali farneticazioni ci fosse un movente vero e proprio. Cosa che, a questo punto, si può escludere. L’incapacità di intendere e di volere apre la strada di un probabile proscioglimento per la donna, mentre la difesa ha chiesto che a questo punto Popescu venga messa in una struttura dove possa essere seguita e non in carcere.