Modena, 19 giugno 2017 - Ha assoldato un sicario perché uccidesse suo padre, con l'obiettivo di intascare l'eredità. Lo ha stabilito la sentenza di primo grado che ha condannato in abbreviato Cristina Pancaldi a nove anni di carcere, come mandante del tentato omicidio di Luciano Pancaldi, avvenuto a Vignola nel novembre del 2015.

Pene di poco più basse per gli altri tre indagati, ognuno condannato ad otto anni: Fabio Rasponi, compagno di Cristina e suo complice nel piano criminale, Salvatore Vascoli, improvvisatosi killer per una somma promessa di 10mila euro, e Rosario Sambasile, che anche secondo il giudice avrebbe agito da intermediario tra Vascoli e la coppia di mandanti.

La sera dell'agguato Luciano Pancaldi, oggi 75enne, fu pugnalato alle spalle con numerosi fendenti in via dei Capuccini a Vignola, mentre passeggiava di sera diretto verso casa. Pur ferito gravemente, l'anziano riuscì a cavarsela. Poi i carabinieri, anche grazie a diverse intercettazioni telefoniche ed ambientali, riuscirono a ricostruire tutta la vicenda e ad arrestare le quattro persone coinvolte.