Modena, 2 dicembre 2017 - Rabbia ed esasperazione. Quello di ieri alla sala civica di via Curie doveva essere un tranquillo sabato mattina dedicato al progetto del controllo di vicinato al Villaggio Giardino, ma si è trasformato in un incontro caldissimo con tantissimi residenti ‘all’attacco’.

L’appuntamento era stato promosso dal Comune sulla scia degli ultimi ripetuti episodi di scippi e furti in casa, proprio con l’idea di accelerare sulla creazione del gruppo di monitoraggio della zona attraverso la chat di WhatsApp, come già accade altrove.

Presenti la vice comandante della municipale Patrizia Gambarini, insieme alla responsabile dell’Ufficio politiche per la Legalità e le Sicurezze del Comune Giovanna Rondinone. L’inizio dell’incontro è stato effettivamente dedicato al controllo di vicinato, con la proiezione di alcune slide contenenti i consigli per scoraggiare i malviventi: dal ricordarsi, per esempio, di chiudere la porta a chiave anche se ci si assenta per pochi minuti all’immediata segnalazione degli individui sospetti avvistati nel quartiere.

Il vademecum illustrato dalla Gamberini, però, è stato più volte sovrastato dai mugugni, con diversi interventi piccati dalla platea. «Noi vogliamo capire cosa fate concretamente contro la criminalità e come possiamo difenderci, non ascoltare consigli generici», ha sbottato qualcuno.

«Sono stata scippata sotto casa. E’ inaccettabile essere ostaggi di questi malviventi», ha confidato scossa un’altra residente in sala. E ancora: «Non ci sentiamo dovutamente informati su cosa sta facendo la municipale per proteggerci. Ci sono agenti in borghese? Lei (rivolto alla Gambarini, ndr) si sente davvero sicura a passeggiare per Modena?».

C’è chi propone di «installare delle recinzioni nei parcheggi e nei parchi per tenere lontane le persone sgradite» e chi, a stretto giro, rimanda al mittente l’ipotesi: «Vivo al Villaggio Giardino da quarant’anni e ci siamo sempre conosciuti tutti senza bisogno di isolarci. Qui il controllo di vicinato lo facciamo già a modo nostro scambiandoci le informazioni e non voglio una zona piena di recinzioni».

I minuti scorrono veloci e più volte la Gambarini prova a riportare la calma, assicurando «che la municipale non sottovaluta i reati e sta facendo il massimo possibile per proteggere i cittadini. Vivo al parco XXII aprile – confida – e a mio avviso stiamo lavorando nella direzione giusta. Non sono qui a raccontare balle, so benissimo che lo spaccio c’è, ma da un anno a questa parte le cose sono migliorate». Dal pubblico si mette l’accento sul bisogno di nuove telecamere per scoraggiare i criminali. In risposta la Rondinone elenca le azioni messe in campo dall’amministrazione: «In città esiste una rete di videosorveglianza che verrà implementata con l’estensione della fibra ottica. A livello cittadino verrà attivato presto anche il sistema di lettura targhe che permetterà di scoprire in tempo reale il passaggio di veicoli rubati». In sala qualcuno si alza e se ne va scocciato. «Questa è pura campagna elettorale. Noi volevamo concretezza...», il rimprovero dei delusi che lasciano l’incontro prima del tempo.

Nelle prossime settimane il progetto del controllo di vicinato verrà nuovamente affrontato. Nonostante i malumori, infatti, molti residenti si sono dimostrati fortemente interessati a mettersi ‘in rete’. Per ora, però, vince l’esasperazione.