Quasi 200 appuntamenti dal 14 al 16 settembre a Modena, Carpi e Sassuolo. Ci saranno Bauman, Augé, Searle, Sennet, Latouche, la cinese Anne Cheng, Cacciari, Galimberti, Severino e Bodei. Il tema: le 'cose'
di Chiara Mastria
Modena, 4 luglio 2012 - Torna a Modena, Carpi e Sassuolo dal 14 al 16 settembre la dodicesima edizione del FestivalFilosofia. Quasi 200 appuntamenti tutti gratuiti tra mostre, lezioni magistrali, concerti, spettacoli e cene
filosofiche animeranno la due giorni filosofica e le vie delle città coinvolte.
Il tema di quest'anno, le 'cose', è un concetto chiave della tradizione filosofica e una questione cruciale dell'esperienza contemporanea, che verrà esplorato in tutte le sue forme con protagonisti come Bauman, Augé, Searle, Sennet, Latouche, la cinese Anne Cheng, Cacciari, Galimberti, Severino e Bodei.
Anche se quest'anno, inutile fare finta di niente, la cornice è ben diversa da quella delle edizioni passate, colpevole il terremoto che ha sconvolto la Bassa modenese. "In questa edizione del festival - commenta a questo proposito il sindaco di Modena Giorgio Pighi - sono due i pericoli da schivare: non parlare per nulla del terremoto e, all'opposto, parlare solo di quello".
"Fortunatamente - continua Pighi - il tema scelto per quest'anno ha una permeabilità che si presta ad abbracciare temi che andranno per forza toccati, senza che ciò risulti come una forzatura"
Tanti e importanti eventi collaterali alle lezioni magistrali (mostre, spettacoli, musica e giochi), anch'essi volti a raccontare le cose, che rappresentano poi la soggettività degli uomini. Un esempio è la mostra 'Cose di donne', che sarà presente a Carpi e raccoglie, come testimonianze di cultura materiale, oggetti di
un'altra epoca per raccontare la storia delle donne.
"A un pensiero corrisponde un'arte - spiega il direttore scientifico del festival Michelina Borsari - . Tutti gli eventi collaterali sono stati selezionati tra quelli che 'raccontano' gli oggetti, passando dal realismo fotografico di Edward Weston a un'antica fabbrica di manifattura a installazioni che raccontano l'origine della materia".
Infine Tullio Gregory, esponente del comitato scientifico del festival, sottolinea come sia fondamentale che "tre comuni e la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena abbiano scelto di segnare la fine del terremoto e la rinascita con investimenti in cultura, perché senza cultura non c'è sviluppo".
Chiara Mastria