Modena, 30 maggio 2017  - La Regione Emilia Romagna scende in campo a fianco alle province di Modena e Reggio Emilia sulla questione dell'aceto balsamico prodotto in Trentino. Nei giorni scorsi, infatti, la provincia autonoma di Trento ha manifestato la volontà di introdurre l'aceto balsamico trentino tra le indicazioni geografiche.

La Regione ha dunque inviato al ministro dell'Agricoltura Maurizio Martina una lettera in cui si chiede di sospendere "qualunque decisione" sulla domanda presentata dalla Provincia autonoma di Trento e soprattutto di tutelare gli aceti emiliani: il Balsamico tradizionale di Modena e di Reggio Dop e il Balsamico di Modena Igp. "Va fatta chiarezza – afferma la Regione - sul corretto uso dei termini relativi alle indicazioni d'origine. Ci sono precise norme di legge che indicano le caratteristiche che deve avere un prodotto per rientrare nella denominazione di Aceto Balsamico o Balsamico tradizionale, e i metodi di produzione del Trentino, secondo lo stesso Consorzio di Modena, non rispetterebbero i requisiti richiesti".

“Richiamando la legge 238-2016, che stabilisce regole sulla denominazione 'aceto' - per viale Aldo Moro - appare evidente che la documentazione presentata dal Trentino non sembrerebbe assicurare che le metodiche di lavorazione, conservazione e stagionatura siano praticate sul territorio regionale in maniera omogenea e secondo regole tradizionali e protratte nel tempo, comunque per un periodo non inferiore ai venticinque anni". Dunque, per la Regione è chiaro come "non sia opportuno consentire a tale denominazione l'inserimento nell'elenco nazionale dei prodotti agroalimentari tradizionali".

In questi giorni, sono stati avviati contatti tra viale Aldo Moro e i Consorzi di tutela degli aceti balsamici Dop e Igp per una valutazione della situazione giuridica complessiva, in attesa delle sentenze sui procedimenti giudiziari che il Consorzio di Modena ha promosso per la tutela del nome "balsamico", compreso quello presso la Corte di Giustizia europea. Queste vertenze, come spiegato nella lettera indirizzata al ministro Martina, incidono anche sulla protezione e sulla tutela delle denominazioni di origine protette degli aceti: "La proposta avanzata dal Trentino e' stata verificata dal ministero al fine di evitare conflitti e rischi di ricorsi da parte di operatori danneggiati da tale riconoscimento. Ci risulta che la valutazione sia stata di consigliare alla Provincia Autonoma di Trento di rinunciare all'inserimento della denominazione aceto balsamico trentino".