Bologna, 19 settembre 2017 - Un immenso flusso di dati generato dai nostri smartphone, che diventa opportunità per analisi e previsioni nei più diversi settori socioeconomici. Sono questi l’oggetto e lo scopo delle indagini di VodafoneAnalytics, lo strumento ideato dalla multinazionale leader nelle telecomunicazioni che, attraverso i Big Data, punta a un preciso monitoraggio di eventi e servizi per migliorare l’offerta del nostro territorio.

Un’idea più chiara del potenziale rivoluzionario di questa tecnologia, del resto, l’ha fornita un caso di scuola che ha fatto la storia della musica dal vivo: il mega-concerto di Vasco Rossi del 1 luglio, al Modena Park.

Modena Park, 24 ore in 4 minuti: il time-lapse del grande giorno di Vasco Rossi

Qui, le informazioni pescate da Vodafone fra le maglie delle sue reti 4G e 4.5G, che raggiungono oggi il 97,4% della popolazione italiana, hanno consentito di tracciare, nell’assoluto rispetto della privacy, un quadro veritiero delle presenze e dei tempi di permanenza di chi ha partecipato al concerto.

Anzi, il controllo anonimizzato delle centinaia di migliaia di dispositivi presenti ha permesso di stabilire con certezza il mezzo utilizzato per arrivare e ripartire, oltre alle modalità di pernottamento, e ha fornito una stima dell’indotto della serata, a ridottissimo margine di errore, vicina ai 6 milioni di euro. Le implicazioni potrebbero essere straordinarie, con attori privati e pubblici in grado di sapere per tempo dove intervenire per massimizzare qualità e sicurezza delle proposte, oltre che, nel primo caso, per garantirsi solidi profitti.

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Modena Park: rivivi il grande evento nel nostro speciale online

«Siamo solo noi», e siamo tanti. Quanti, di preciso, può spiegarlo facilmente Filippo De Vita, manager per lo Sviluppo digitale di Vodafone Italia, entrato fra le pieghe del concertone modenese di Vasco Rossi per narrare i prodigi e le potenzialità nascoste dei VodafoneAnalytics.

Nella notte dei record, quante persone c’erano esattamente al Modena Park?

«Grazie a questa nuova tecnologia di analisi dei dati mobili, accurata al 97%, abbiamo stimato una media, fra le 21 del 1° luglio e le 00:30 del 2, di 243.895 presenze, fra 220.000 visitatori, 5.500 addetti alla sicurezza, 1.200 agenti delle forze dell’ordine, bambini entrati gratis e addetti vari».

Quale ritorno ha generato, dal punto di vista economico, una tale marea di gente?

«Se si sommano le spese medie per ristorazione, pernottamento, carburante e parcheggi ai 400mila euro della convenzione stipulata dal Comune di Modena con gli organizzatori dell’evento, si può, a posteriori, ipotizzare con scarso margine di errore una cifra intorno ai 5,8 milioni di euro».

Che cos’altro possiamo imparare sull’impresa del Blasco, tracciando i Big Data?

«Il traffico mobile, con le continue ricerche che effettuiamo sui motori e la connessione alle diverse celle sparse per il territorio, è una miniera inesauribile e può dirci, ad esempio, che i fan venivano per il 95% dall’Italia, con in testa le regioni del Nord, e che un terzo degli stranieri era svizzero».

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Come sono arrivati nel modenese e per quanto tempo sono rimasti?

«Una buona percentuale, intorno alle 90mila unità, ha scelto l’aereo, passando per il 40% da Bologna e per il 17% da Verona, e la metà dei presenti è arrivata il pomeriggio del 30, se è vero che alle 16 c’erano 123.882 visitatori, mentre per il deflusso sono servite all’incirca 7 ore».

Si può sapere con certezza tutto questo senza mai violare la privacy degli utenti?

«I dati che processiamo sono aggregati e separati da colui che li genera alla fonte, oltre a non essere raccolti singolarmente ma solo a gruppi di 30, e Vodafone, in Italia, è il solo operatore telefonico che non revoca il servizio a chi rifiuta di condividere informazioni per questo tipo di indagini».

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Quali impieghi pratici possono avere queste scorpacciate di numeri?

«Il senso è restituire ai cittadini il valore del traffico che generano, perché solo stime precise mettono le amministrazioni in condizione di intervenire su promozione degli eventi, sicurezza e infrastrutture, anche quando si parla di turismo giornaliero, sempre difficile da quantificare».

Un’innovazione da mettere a sistema, dunque, magari anche per i privati?

«Teniamo particolarmente a collaborare con le istituzioni locali, ma l’efficientamento dell’offerta che VodafoneAnalytics consente ha già suscitato interessi imprenditoriali, in particolare nel settore dell’automotive, per la possibilità, fra le altre, di capire che utilizzo viene fatto dei veicoli venduti».