Carpi (Modena), 24 febbraio 2017 - La sua famiglia, le rose, Carpi e la moda. Questi i capisaldi di Anna Molinari, anima creativa di Blumarine, e indiscussa signora dell’eleganza, che presenta stasera a Milano, da Rizzoli in Galleria Vittorio Emanuele, in concomitanza con la Fashion Week milanese, il libro ‘Anna Molinari – Blumarine’, dedicato alla stilista e alla sua maison, nel 40esimo anno dalla sua fondazione. Al suo fianco saranno presenti la critica di moda Maria Luisa Frisa ed Elena Loewenthal, che ha scritto la biografia ‘La regina delle rose. Una favola vera’, con cui il volume si apre.

Un libro in un anniversario importante…

«Quest’anno Blumarine festeggia i 40 anni dalla sua nascita. Ho voluto fare un omaggio alla mia città e al mio lavoro, che in questi anni ho curato con passione e amore, potendo contare su collaboratori molto validi e su una realtà artigianale, come quella carpigiana, di eccellenza. È iniziato tutto così: con mio marito Giampaolo, una macchina da maglia, tanta fantasia e quella dose di passione e tenacia che ho fin da piccolina».

Cosa ricorda di quegli anni?

«La ‘Molly’ dei miei genitori, Odette e Guido Molinari, era diventata una solida azienda ‘terzista’. Io mi ero da poco sposata e la mia anima creativa mi spingeva ad avere qualcosa di mio, per poter esprimere la mia idea di bellezza. Blumarine è nata così, quasi una scommessa: farcela da sola e restituire forma, corpo e colori alla femminilità. Giampaolo ed io ci compensavamo: io ero la creatività, lui aveva intuizioni imprenditoriali e lungimiranza».

Com’è la ‘signora delle rose’?

«Eccomi (sorride, ndr). A volte mi chiedo come ho fatto a fare la mamma, la moglie, la stilista e l’imprenditrice. Vitalità, energia e sorrisi; sono sempre rimasta fedele a me stessa e al mio stile, ai miei colori e alla mia poesia. Ho scelto il rosa per la copertina del libro, come le mie amate rose, una passione che mi accompagna fin dall’infanzia».

A chi è dedicato il libro?

«Ai miei figli, Rossella e Gianguido, che sempre mi sono vicini e tanto mi hanno sostenuta dopo la morte di mio marito. Ma sono tante le persone che cito nel testo: mio padre Guido, la mia adorata mamma Odette, mia sorella gemella Licia. Ma anche alcuni miei ‘maestri’, come Walter Albini e Franco Moschino, e i più grandi fotografi del mondo».

C’è anche la sua Carpi…

«Ovviamente: la città dove sono nata e vivo. Dopo il successo della mostra di Newton a Palazzo Pio, che ha raccolto le immagini scattate dal fotografo per le campagne di Blumarine negli anni Novanta, ho deciso di dedicare una serata, a inizio aprile, sempre al Castello, ai miei concittadini per presentare loro il mio libro».