Modena, 22 giugno 2017 - L'unico ballottaggio modenese di queste amministrative, che a Vignola propone la più classica delle sfide tra centrodestra e centrosinistra, è ormai vicinissimo al verdetto finale. Da una parte Paola Covili, candidata dal Pd e dalla lista civica Siamo Vignola, dall’altra Simone Pelloni, leghista sostenuto dal Carroccio, da Forza Italia e dalla civica Vignola per Tutti (clicca qui per tutte le informazioni del voto di domenica).

Ma il duello, al di là dell’importanza strategica della città della ciliegie, porta con sé anche molti significati simbolici, tanto da attirare l’attenzione dei big della politica nazionale. Tra questi, Silvio Berlusconi.

Lei presidente conosce Vignola? Cosa sa del ballottaggio di domenica?
«Certo che conosco Vignola, la città delle ciliegie! So che siete un bellissimo borgo italiano e che la nostra coalizione di centrodestra domenica si presenta al ballottaggio davanti al Pd. Questo accade nella rossa Emilia Romagna! La serietà e la concretezza pagano».

Stavolta Lega e Forza Italia a Vignola si sono presentate unite con un candidato del Carroccio e gli elettori al 1° turno le hanno premiate: un modello esportabile alle prossime politiche?
«L’unità premia sempre. In passato Vignola è stata vittima di una ‘guerra tra poltrone’ di cui, giustamente, ai cittadini non importa. Anzi, gli elettori hanno sanzionato i personalismi. Oggi, grazie anche alle ottime capacità di mediazione mese in campo da Forza Italia, la situazione è completamente diversa e i cittadini dimostrano il loro apprezzamento. L’unità e la non litigiosità sono certamente importanti anche a livello nazionale, e del resto noi abbiamo sempre tenuto all’unità del centrodestra. Lo abbiamo addirittura fondato e ne siamo il primo partito».

Anche a Vignola il tema immigrazione, legato alla sicurezza, è centrale. E il Parlamento sta affrontando ora la questione delllo ‘ius soli’. Qual è la sua opinione a riguardo?
«Io ritengo che sia giusto integrare chi si sente davvero italiano e vuole esserlo perché condivide i nostri valori, e non per comodità. Chi ama l’Italia e il nostro modo di vivere. Diventare italiani non può essere un riconoscimento automatico, bisogna meritarselo. Non basta certo essere nati qui o aver frequentato una scuola. La superficialità e i buoni sentimenti in argomenti come questi non possono essere accettati. In Inghilterra, in Francia, si applica lo ius soli. Eppure molti attentati sono stati messi a segno da estremisti che sono figli di immigrati. Persone che sulla carta sono cittadini francesi e inglesi. Credo che prima di parlare dello ius soli in Italia occorrerebbe gestire con ordine il fenomeno migratorio che ci sta negli ultimi quattro anni con questi governi non eletti dagli italiani. Noi quando eravamo al governo gli sbarchi li avevamo sostanzialmente azzerati, dopo di noi è stato ed è ancora ora un vero disastro».

La giunta civica precedente qui è caduta sul progetto per un nuovo ipermercato Coop. Secondo lei queste strutture nelle piccole città creano sviluppo e posti di lavoro o penalizzano i commercianti locali?
«Io credo che una buona amministrazione debba saper contemperare gli interessi di tutti e, per farlo, si devono valutare le circostanze, tenendo conto del fatto che i piccoli negozi hanno un valore non solo economico ma anche sociale e civile. Al di là del caso specifico di Vignola, nella vostra regione i rapporti tra il mondo delle cooperative e quello del Pd sono noti a tutti, così come è noto che, spesso, hanno creato disastri che niente avevano a che vedere con gli interessi dei cittadini e con il bene comune».

Lei che sindaco sarebbe per Vignola?
«Sarei un sindaco felicissimo! In una cittadina come Vignola, dalle dimensioni tutto sommato ridotte, ancora è possibile mantenere un rapporto personale con i propri concittadini, riceverli, incontrarli, ascoltarli anche personalmente. Questo è l’aspetto più bello ella politica, poter fare qualcosa direttamente per le persone, dare una risposta alle loro esigenze».

Contro la loro crisi i partiti che strategia dovrebbero adottare con le liste civiche: lavorare assieme o tenerle a distanza?
«Noi da sempre collaboriamo con le liste civiche che sono un patrimonio importante, pur lavorando per rafforzare ulteriormente Forza Italia. Il nostro Movimento si arricchisce dell’apporto di competenza, passione e radicamento che le liste civiche hanno a livello locale così come le liste civiche trovano un grande appoggio nella nostra esperienza amministrativa, capacità, concretezza e radicamento nazionale».

Sui criminali si sente dire spesso: ‘Anche se li prendono, manca la certezza della pena’. Qual è il vero nodo da sciogliere?
«Il nodo da sciogliere è più spesso nell’amministrazione della giustizia che nelle leggi, purtroppo. Il nostro sistema giudiziario può essere spietato, persecutorio verso innocenti e tollerante verso chi si è macchiato davvero di gravi crimini. Anche per questo non appena torneremo al governo incardineremo nuovamente la riforma della giustizia. E una battaglia che non sono ancora riuscito a vincere, ma non mi arrendo: è nell’interesse di tutti noi cittadini italiani».

In politica qual è il giusto equilibrio tra volti nuovi ed esperienza?
«L’ho già detto più volte: io diffido dei professionisti della politica, preferisco che i nostri candidati siano persone che abbiano dimostrato quello che sanno fare in altri ambiti della vita, nel lavoro, nelle professioni, nel volontariato, nella cultura. Questo non significa naturalmente che l’esperienza non conti, ma se la politica non sa rinnovarsi continuamente non riuscirà mai a colmare la distanza che la separa dai cittadini. Forza Italia è nata proprio per questo».